Il minimo vitale nel pignoramento dell'indennità di disoccupazione

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Il credito che il lavoratore vanta nei riguardi dell'INPS, riguardo le prestazione a cui egli ha diritto nell'ambito dell'assicurazione per la disoccupazione involontaria, è assoggettabile alle norme che regolano il pignoramento di stipendi e pensioni per lavoratori dipendenti.

L'indennità di disoccupazione, infatti, ha natura previdenziale e come tale si colloca nell'ambito di quelle prestazioni di cui all'articolo 38, comma 2, Cost. che prevede il diritto dei lavoratori ad ottenere mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.

La Corte costituzionale, con la sentenza 4.12.2002 numero 506, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 128 del regio decreto-legge 4 ottobre 1935, numero 1827 (Perfezionamento e coordinamento legislativo della previdenza sociale), convertito, con modificazioni, nella legge 6 aprile 1936, numero 1155, nella parte in cui esclude la pignorabilità per ogni credito dell'intero ammontare di pensioni, assegni ed indennità erogati dall'INPS, anziché prevedere l'impignorabilità, con le eccezioni previste dalla legge per crediti qualificati, della sola parte della pensione, assegno o indennità necessaria per assicurare al pensionato mezzi adeguati alle esigenze di vita e la pignorabilità nei limiti del quinto della residua parte.

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