Cos'altro è cambiato in materia di pignoramento immobiliare dopo la riforma della giustizia civile

La nuova norma non specifica gli effetti che l'eventuale estinzione del pignoramento immobiliare avrà sulle eventuali ipoteche accese dal creditore.

Va comunque ritenuto che le stesse possano continuare a rimanere iscritte nei pubblici registri (salvo il rinnovo periodico).

Non viene chiarito nemmeno quale forbice tra valore di stima e valore di vendita possa considerarsi sufficiente per imporre al giudice la chiusura della procedura.

Si pensa, comunque, che la decisione sarà rimesso alla valutazione del singolo giudice.

Una cosa però sembra certa: nonostante nulla dica la legge, qualora il creditore, una volta estinta la procedura per assenza di offerte, proceda a pignorare nuovamente lo stesso immobile, riavviando il medesimo calvario per il debitore si potrebbe configurare un abuso di diritto.

Pertanto il debitore ben potrebbe proporre una opposizione all'esecuzione forzata ed, eventualmente, chiedere la condanna del creditore al risarcimento del danno per lite temeraria.

Per quanto riguarda il pignoramento esattoriale, nonostante i limiti ai pignoramenti posti dal Decreto del Fare all'Agente della riscossione, la nuova norma si applica anche a quest’ultimo.

Infine, sempre la riforma aggiunge un'ultima norma anch'essa non meno interessante della precedente.

Si specifica, in particolare, che nel caso di vendita all'asta, l'incanto può essere disposto solo quando il giudice ritiene probabile che la vendita con tale modalità abbia luogo ad un prezzo superiore della metà rispetto al valore del bene.

14 novembre 2014 · Andrea Ricciardi

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