La procedura che attiene la vendita forzata dell'immobile in comunione sottoposto a pignoramento

Quando un immobile in comunione legale dei beni viene sottoposto a pignoramento, l'espropriazione riguarderà l'intera abitazione, anche se uno dei due coniugi risulta non debitore.

Secondo giurisprudenza consolidata, l'espropriazione dell'immobile in comunione ha ad oggetto non la metà dell'abitazione, ma la sua interezza.

La conseguenza è che, dovendo il pignoramento essere esteso sul 100% della proprietà, esso andrà trascritto contro entrambi i coniugi.

È quindi viziata la procedura se il creditore notifica e trascrive il pignoramento solo sulla metà dei beni, per la quota appartenente al debitore principale in regime di comunione dei beni con il coniuge non debitore.

Da ciò discende che, una volta messo in vendita il bene pignorato e assegnato a uno degli offerenti che si siano aggiudicati l'asta, il giudice dovrà disporre lo scioglimento della comunione legale limitatamente a quel bene.

Tale scioglimento si perfezionerà con l'emanazione del decreto di trasferimento emesso dal tribunale, con diritto del coniuge non debitore ad ottenere il controvalore lordo del suo 50% di proprietà.

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