Pignoramento immobiliare per abitazione in comunione dei beni » Prassi tutele e consigli per il debitore

In tema di espropriazione e pignoramento immobiliare, quando un'abitazione in comproprietà tra marito e moglie viene ipotecata e messa all'asta la casa, come funziona la ripartizione della somma eccedente? Quali sono le tutele da seguire in questi casi e, ancora, i suggerimenti da attuare in tale fattispecie? Scopriamolo nel prosieguo dell'articolo.

Come noto, anche la casa in comunione dei beni tra due coniugi può essere espropriata dai creditori.

Infatti, l'immobile è suscettibile di pignoramento anche se uno dei due titolari non ha alcuna morosità in atto.

Pertanto, in tale ipotesi, è possibile sia l'iscrizione dell'ipoteca, sia la procedura esecutiva immobiliare della casa il cui 50% della proprietà spetta al marito e l'altro 50% alla moglie.

Ciò, però, è vero ad una sola condizione: la metà del ricavato dalla vendita all'asta andrà restituita al coniuge non debitore.

Questo principio è stato ribadito dalla Corte di Cassazione con la sentenza 6230/2016.

A parere degli Ermellini, dunque, in tema di pignoramento immobiliare che ha ad oggetto un bene in comunione legale tra i coniugi se debitore è solo uno dei due, il comproprietario non può bloccare la vendita forzata anche se è esente da qualsiasi debito.

Questo, perché i creditori non trovano infatti alcun ostacolo dall'esistenza della comunione dei beni.

Il coniuge non debitore NON può pretendere che venga esecutata solamente la quota di metà del bene comune né pretendere che ne venga venduta forzatamente solo una porzione materiale corrispondente, per valore, alla metà del valore del bene oggetto di esecuzione.

Da notare, però, che i creditori, devono sempre riconoscere al coniuge non debitore, all'esito della vendita all'incanto, la sua metà di proprietà: riconoscimento che, essendo stato il bene ormai venduto a terzi, sarà in denaro.

Pertanto, l'assioma dice che al consorte non debitore va corrisposta la metà del ricavato della vendita all'asta del bene.

D'altro canto è lo stesso codice di procedura civile, all'articolo 599, che stabilisce la regola generale: possono essere pignorati i beni indivisi quando non tutti i comproprietari sono obbligati verso il creditore.

Il che vale, di certo, anche per i casi di comunione legale tra coniugi.

In tale fattispecie, il creditore pignorante deve notificare, a tutti i comproprietari un avviso, facendo loro divieto di lasciare separare, al debitore, la sua parte di bene senza che ci sia prima stato un ordine del giudice.

L'avviso ai comproprietari dei beni indivisi deve contenere l'indicazione del creditore pignorante, del bene pignorato, della data dell'atto di pignoramento e della trascrizione di esso.

L'avviso è sottoscritto dal creditore pignorante.

Con lo stesso avviso, o con altro separato, gli interessati debbono essere invitati a comparire davanti al giudice dell'esecuzione per sentire dare i provvedimenti.

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