Le problematiche a cui si potrebbe andare incontro con il trasferimento di residenza per sfuggire al pignoramento immobiliare di Equitalia

In caso di vendita della casa, Equitalia può sempre esercitare l'azione revocatoria, nei cinque anni successivi all'atto di vendita, quando dimostra che la cessione è avvenuta per frodare le ragioni del creditore.

È sufficiente dimostrare che il contribuente non abbia altri beni facilmente aggredibili come quello alienato, per poter rendere inefficace l'atto di compravendita e consentire a Equitalia di aggredire detto immobile.

Col risultato che il contribuente dovrà restituire i soldi ottenuti dall'acquirente del bene e perderà anche l'immobile.

Le cose non cambiano in caso di donazione dell'immobile medesimo, anzi, in tal caso, l'onere della prova per Equitalia è anche più agevole.

Comunque, il rischio di una revocatoria dell'atto di compravendita, per l'intero immobile o per quote di esso, è escluso solo quando siano contemporaneamente verificate tutte le seguenti condizioni:

  1. l'acquirente è un soggetto terzo (non parente o affine del venditore);
  2. il prezzo della transazione è quello di mercato;
  3. l'immobile viene destinato dal compratore ad abitazione principale (luogo in cui eleggono residenza e vivono l'acquirente stesso o suoi parenti o affini).

26 giugno 2015 · Andrea Ricciardi

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