Quando è possibile il pignoramento immobiliare da parte di Equitalia

Come noto, nel nostro ordinamento normativo, è stabilita l'impossibilità del pignoramento dell'unica casa di residenza del debitore, in alcuni casi.

In particolare, Equitalia non può procedere all'espropriazione se l'immobile:

  • è l'unico di proprietà del contribuente;
  • è adibito ad uso abitativo (esclusi, quindi, gli studi e gli usi aziendali);
  • costituisce la residenza anagrafica del debitore;
  • non si tratta di abitazione di lusso: non deve cioè rientrare nelle categorie catastali A/8 e A/9.

Negli altri casi si può procedere al pignoramento dell'immobile e all'esecuzione del procedimento (vendita all'asta) solo se:

  • l'importo del debito iscritto a ruolo è superiore a 120.000 euro;
  • sono passati almeno sei mesi dall'iscrizione di ipoteca e il debitore non ha pagato.

Pertanto, il contribuente che, titolare di due immobili e vendendone uno, vada a vivere nell'altro (che resta, quindi, l'unico di proprietà) e vi fissi la residenza, non potrà subire il pignoramento di Equitalia (non si deve comunque trattare di immobile di lusso).

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Commenti e domande dei lettori

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  • Iriana Zaniboni 28 novembre 2015 at 20:48

    Il mio diritto di proprietà é scritto sull'atto notarile con cui ho donato la casa a mia figlia, quindi dovrei essere tranquilla. A volte mia figlia mi minaccia di prendere lei il possesso della casa perché nei mesi invernali, per evitare le spese di riscaldamento, vado in Tunisia....c'é questo rischio?

    Siccome non andiamo d'accordo e lei, pur se disoccupata, ha già 37 anni potrei essere comunque obbligata dal Giudice ad abitarci insieme a lei? Mia figlia dice che il diritto di abitazione, a differenza dell'usufrutto mi permette di abitarci, ma non in esclusiva (cioé anche lei può avanzare il diritto di coabitare).

    • Ornella De Bellis 29 novembre 2015 at 05:52

      A meno che nell'atto notarile di costituzione non sia pattuito diversamente, il proprietario dell'immobile non può esigere la coabitazione con il soggetto che detiene il diritto di abitazione, contro la volontà di quest'ultimo; tuttavia sua figlia, non essendo economicamente autosufficiente, può invocare il proprio diritto al mantenimento da parte della madre.

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