La giurisprudenza - analogie con il principio dell'impignorabilità delle polizze vita

Con sentenza numero 16658/2007 la Corte di Cassazione ha precisato che il principio dell'insequestrabilità delle polizze vita, al pari di altre disposizioni analoghe del nostro ordinamento, attiene esclusivamente alla definizione della garanzia patrimoniale a fronte delle responsabilità civili e in nulla tocca la disciplina della responsabilità penale, nel cui esclusivo ambito ricade invece il sequestro preventivo. La struttura e la natura del sequestro preventivo rendono evidente e non equivocabile la differenza con le fattispecie civilistiche, tanto cautelari che espropriative.

Il sequestro preventivo può, quindi, legittimamente riguardare anche una polizza vita, potendo la stessa derivare dalla trasformazione ed impiego del profitto di un reato. Ciò ha trovato poi ulteriore conferma nella sentenza numero 27710/2008 sempre della Corte di Cassazione.

Come precisato con sentenza della Corte di Cassazione numero 43026/2009 non è, invece, assoggettabile a sequestro conservativo una polizza vita, considerato che tale istituto è, nel processo penale, posto a presidio della garanzia patrimoniale a fronte di responsabilità per obbligazioni di natura civilistica, pagamento delle spese o risarcimento dei danni.

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  • marzia persi 6 agosto 2013 at 12:30

    Buongiorno.
    Mi trovo in una incresciosa, preoccupante. situazione. qualche anno ho venduta una casa (una quota). Ho ricevuto un pre-avviso di accertamento (non saprei tecnicamente come chiamarlo) con il quale sono stata inviatata a compilare un questionare e presentarlo, assieme a tutta una serie di documenti, allìagenzia delle entrate. In sostanza mi si contesta il fatto di non avere venduto una casa bensì un terreno edificabile. Con tutto che segue a livello di plusvalenze. Ho affidato la pratica ad un legale.
    Ma mi preme sapere sapere questo: come posso fare a mettere al riparo il denaro presente sul conto corrente bancario cointestato (a me a mio marito). Acquistare dei certificati di deposito intestato solo a mio marito può essere una soluzione? Certo è un pensiero ingenuo ma non mi viene in mente niente. Il fiscalistista cui mi sono rivolta ha parlato della possibile costituzione di un fondo patrimoniale ma noi non possediamo che un pò (poco) di denaro liquido dposito sul conto corrente. Grazie per l'eentuale risposta.

    • Simone di Saintjust 6 agosto 2013 at 13:43

      Se la casa che lei ha venduto le era stata donata oppure le era stata lasciata in eredità, suo marito, indipendentemente dal regime economico matrimoniale adottato, non è coinvolto nell'obbligo di dover corrispondere le tasse accertate nella transazione e le conseguenti sanzioni derivanti dal loro mancato pagamento. Può quindi chiudere il conto cointestato e riaprirne uno a nome del coniuge.

      Altrimenti, per scongiurare il rischio di pignoramento del conto corrente da parte dell'agente della riscossione, non resta altro che affidarsi a persona di fiducia che apra un rapporto bancario a proprio nome lasciando a lei la delega per tutte le operazioni dispositive.