La nozione di pagamento nel pignoramento esattoriale presso la PA

Il legislatore utilizza il termine “pagamento” sia in relazione alle Amministrazioni Pubbliche quanto alle società partecipate, per le quali si applica la disciplina civilistica. Si ritiene, pertanto, che il “pagamento” si riferisca all'adempimento di un obbligo contrattuale di natura privatistica. Di talché, la normativa in esame non deve riguardare il semplice trasferimento di somme che, pur transitando per la Pubblica Amministrazione, non costituiscono oggetto di un vero e proprio “pagamento”.

A titolo esemplificativo, la suindicata Circolare ha elencato alcune ipotesi di trasferimento di somme non soggette alla procedura di cui all'articolo 48-bis, come i trasferimenti effettuati in base a specifiche disposizioni di legge o per dare esecuzione a progetti co-finanziati dall'Unione Europea o, ancora, a clausole di accordi internazionali. Inoltre, qualora sussista un chiaro interesse pubblico alla erogazione di provvidenze economiche, al fine di non compromettere il conseguimento degli obiettivi perseguiti dalla Pubblica Amministrazione, non potrà trovare applicazione l'articolo 48-bis, che costituisce una norma a carattere generale.

In relazione alle erogazioni per le quali la normativa  esclude la possibilità di procedere al loro pignoramento (crediti impignorabili)  si ritiene che nemmeno tali trasferimenti debbano assoggettarsi alla procedura di verifica. Ne consegue che l'impossibilità di effettuare il pignoramento sui crediti vantati dal beneficiario rende inutile procedere alla verifica di cui all'articolo 48-bis.

Un altro caso di esclusione dell'applicazione della sospensione del pagamento a favore del beneficiario si ravvisa nell'ipotesi in cui vi sia la presenza di diritti fondamentali della persona, come il diritto alla salute ed altri diritti costituzionalmente protetti.

Altre ipotesi di pagamenti esclusi dall'obbligo di verifica sono le seguenti:

  1. versamento di tributi o contributi assistenziali e previdenziali;

  2. rimborsi di spese sanitarie relative a cure rivolte alla persona (trattamenti emodialitici, terapie radianti, trapianti, ecc.); corresponsione di indennità connesse allo stato di salute della persona (per esempio, l'indennità post-sanatoriale disposta dall'articolo 5 della legge 14 dicembre 1970, numero 1088, per i cittadini colpiti da tubercolosi) o al ristoro di un danno biologico subito (ad esempio, l'indennità a soggetti danneggiati a seguito di trasfusioni o vaccinazioni prevista dalla legge 25 febbraio 1992, numero 210);

  3. pagamento di spese concernenti esigenze di difesa nazionale o missioni di peacekeeping;

  4. pagamento di spese concernenti interventi di ordine pubblico nonché per fronteggiare situazioni di calamità;

  5. pagamenti a titolo di assegno alimentare;

  6. sussidi e provvidenze per maternità, per malattie e per sostentamento; indennità per inabilità temporanea al lavoro (come previsto dall'articolo 110 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, numero 1124);

  7. finanziamenti di progetti aventi scopi umanitari.

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Commenti e domande dei lettori

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  • ramonn 16 ottobre 2013 at 09:09

    Salve avrei bisogno di un'informazione.
    Equitalia ha fatto un pignoramento presso terzi ad un precedente datore di lavoro. Rapporto di lavoro interrotto da oltre due anni.
    E' possibile in questo caso rischiedere un risarcimento danni ad Equitalia per violazione della privacy avendo loro fornito informazioni relative all'indebitamento ad un soggetto non interessato?

    • Simone di Saintjust 16 ottobre 2013 at 10:38

      Può provare senz'altro a presentare un ricorso al Garante della Privacy.

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