La ristretta nozione di inadempimento ai fini dell'applicazione del pignoramento esattoriale presso la PA

L'esatta individuazione della nozione di “inadempimento” è di estrema importanza ai fini dell'applicabilità della normativa in esame. La procedura prevede che Equitalia Servizi spa controlli, avvalendosi del suo sistema informativo, se risulta un inadempimento a carico del beneficiario, e ne dia comunicazione al soggetto pubblico richiedente entro i cinque giorni feriali successivi alla ricezione della richiesta.

Non è sufficiente un puro e semplice inadempimento affinché sia attivata la procedura di verifica. In effetti, l'inadempimento deve essere qualificato, una volta che l'oggetto della norma consiste nel “mancato assolvimento, da parte del beneficiario, nel termine di sessanta giorni dell'obbligo di versamento di un ammontare complessivo pari almeno a 10.000 euro, derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento, relative a ruoli consegnati agli agenti della riscossione a decorrere dal 1° gennaio 2000.

Pertanto, al fine della configurabilità della nozione di inadempimento, non si può prescindere dalla verifica (e del conseguente rincontro, da parte dell'Amministrazione) circa l'effettiva esecutività delle cartelle esattoriali oggetto del debito, il che implica il necessario decorso del termine di sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento, salve le disposizioni relative alla dilazione ed alla sospensione del pagamento.

A tal fine, occorre tenere in considerazione tutte le norme processual-civilistiche sul decorso dei termini di legge, comprese quelle riguardanti il periodo feriale.

Inoltre, qualora l'esecuzione non sia iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, essa deve essere preceduta dalla notifica di un avviso contenente l'intimazione ad adempiere l'obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni, secondo le modalità stabilite dall'articolo 26 del DPR 602/73. Tale avviso resta efficace per 180 giorni dalla notifica.

Oltre all'esecutività delle cartelle, al fine di procedere alla riscossione diretta, l'agente competente dovrà verificare, altresì, l'effettiva sussistenza e l'esigibilità del credito al momento della richiesta di riscossione. A riguardo, la Circolare M.E.F. numero 22/08 rammenta che il ricorso eventualmente proposto dal debitore non produce effetti sospensivi automatici. Tuttavia, l'avvenuto deposito di una sentenza favorevole al contribuente, anche nelle more dell'emanazione del dovuto provvedimento di sgravio, non deve comportare la sospensione del pagamento a favore del beneficiario né l'attivazione della procedura di verifica, nemmeno nel caso in cui l'Amministrazione finanziaria abbia proposto gravame.

Infine, la suddetta Circolare chiarisce che non deve ritenersi scaduto il termine nei casi in cui:

  1. sia stata concessa al contribuente una dilazione di pagamento;

  2. sia stata concessa al contribuente una sospensione amministrativa della riscossione;

  3. il debitore abbia beneficiato di un provvedimento di sospensione della riscossione in via di autotutela ovvero in via giudiziale.

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