Pignoramento esattoriale presso la PA - differenze con il pignoramento ordinario presso terzi

L'applicazione della procedura in esame ha dei presupposti ben diversi da quelli previsti dal codice di procedura civile in tema di pignoramento presso terzi. Il codice di rito prevede, infatti, un doppio controllo sul titolo esecutivo che ne è presupposto, in quanto, anche se il titolo è di formazione extragiudiziale, esso è soggetto, in primis, al controllo dell'organo che lo forma, e poi dell'ufficio che materialmente procede all'esecuzione.

Inoltre, il pignoramento presso terzi, nell'esecuzione civile, produce il semplice effetto di accantonare le somme ed i beni pignorati, in attesa della definizione della procedura esecutiva e dell'ordine di assegnazione del magistrato, mentre la procedura di cui agli articoli 48-bis e 72 del DPR 29 settembre 1973, numero 602 prevede l'incasso diretto delle somme da parte degli agenti della riscossione, in seguito all'esito positivo della procedura di verifica.

Il procedimento è, quindi, notevolmente più veloce, non richiede la designazione di un difensore, non prevede la fissazione di un'udienza, con effetti sul carico giudiziale, risultando di conseguenza più opportuno, seppur senza produrre gli stessi effetti della procedura per eccellenza giudiziale. Inoltre, non è prevista la citazione del terzo pignorato, né il conseguente passaggio dal giudice dell'esecuzione, ed il terzo è tenuto a effettuare il versamento in base all'atto ricevuto dall'agente della riscossione, senza che vi sia un'ordinanza di assegnazione dell'autorità giudiziaria.

Esso presenta, quindi, un carattere derogatorio rispetto alla disciplina del codice di procedura civile.

Tale eccezionale procedura è già passata al vaglio della Corte Costituzionale,  la quale si è espressa sulla questione di legittimità dell'articolo 72. In tale occasione, la Corte ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di costituzionalità, per aspetti formali, senza tuttavia esprimere un giudizio “sostanziale” sulle problematiche dedotte.

Proprio in virtù dell'eccezionalità del procedimento in esame, nonché dell'interpretazione restrittiva della normativa fornita dalle varie circolari in materia, si impone un particolare rigore nella verifica e nella valutazione dell'effettiva presenza dei presupposti di applicazione dell'intera disciplina, sia da parte degli agenti della riscossione che da parte dell'Amministrazione responsabile per il pagamento.

Si osserva, a riguardo, che il pagamento, in sede di riscossione diretta, effettuato in mancanza dei presupposti sostanziali e formali previsti dalla legge, potrebbe dare luogo alle varie forme di responsabilità amministrativa. D’altra parte, la normativa non prevede nessuna specifica sanzione qualora il terzo pignorato non esegua il pignoramento stragiudiziale.

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Commenti e domande dei lettori

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  • ramonn 16 ottobre 2013 at 09:09

    Salve avrei bisogno di un'informazione.
    Equitalia ha fatto un pignoramento presso terzi ad un precedente datore di lavoro. Rapporto di lavoro interrotto da oltre due anni.
    E' possibile in questo caso rischiedere un risarcimento danni ad Equitalia per violazione della privacy avendo loro fornito informazioni relative all'indebitamento ad un soggetto non interessato?

    • Simone di Saintjust 16 ottobre 2013 at 10:38

      Può provare senz'altro a presentare un ricorso al Garante della Privacy.

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