Il pignoramento esattoriale

Il pignoramento esattoriale: di cosa si tratta?

Una forma particolare di pignoramento è costituita dal pignoramento esattoriale, che è lo strumento usato dall'erario per attuare la procedura esecutiva nei confronti di debitori per imposte e tasse.

Come accennato, dunque, è il primo passo delle azioni di espropriazione nell'ambito dell'attività di riscossione della pubblica amministrazione, dallo Stato agli enti locali.

Viene chiamato esattoriale perché segue, di norma, una cartella esattoriale non pagata (entro 60 giorni) e non contestata nei modi previsti dalla legge.

Per quanto riguarda il pignoramento esattoriale, sono pignorabili i beni mobili presso il debitore, le cose del debitore presso terzi, i crediti del debitore presso terzi (per esempio gli stipendi, gli affitti dovuti da terzi, le somme disponibili sul conto corrente, etc.), beni immobili e diritti reali immobiliari (usufrutto, nuda proprietà ), a parte alcuni limiti.

In linea piuttosto generale, comunque, Il pignoramento esattoriale non può aver luogo prima che siano decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale o dell'avviso di accertamento esecutivo, per il quale scatta una ulteriore sospensione di 210 giorni.

Per gli atti di ingiunzione fiscale il pignoramento può scattare dopo 30 giorni dalla notifica.

Per i debiti fino a 1.000 euro non può essere attivato se non dopo che siano decorsi 120 giorni dall'invio, mediante posta ordinaria, di una comunicazione al debitore contenente il dettaglio delle iscrizioni a ruolo.

Se le somme iscritte a ruolo sono inferiori al 5% del valore dell'immobile l'agente della riscossione deve prima iscrivere un'ipoteca e può procedere col pignoramento solo dopo sei mesi, qualora ovviamente il debito rimanga impagato. Per l'iscrizione di ipoteca il limite minimo del debito è rimasto a 20.000 euro.

Nel caso in cui il pignoramento venga messo in atto decorso un anno dalla notifica della cartella esattoriale occorre la notifica di un preavviso contenente l'intimazione a pagare entro 5 giorni, avviso che deve essere ripetuto se il pignoramento non segue entro 180 giorni dalla sua notifica.

Il pignoramento perde efficacia se dalla sua esecuzione trascorrono 200 giorni senza che sia stato fatto il primo incanto (vendita forzata all'asta).

Tutta l'attività di espropriazione forzata decade se non viene attivata, col pignoramento, entro la fine del secondo anno successivo a quello in cui l'accertamento è diventato definitivo (ovvero nei casi in cui una cartella o un avviso scadono senza che vi sia stato pagamento o ricorso, o il ricorso viene rigettato).

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Commenti e domande dei lettori

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  • bonkard66 9 aprile 2015 at 09:33

    Tre mesi dal gg. del pignoramento,oppure dal gg. che viene ritirato il pignorato ? Se i beni vengono liberati,e possibile altri pignoramenti da parte del creditore? Grazie

    • Ludmilla Karadzic 9 aprile 2015 at 10:35

      Si tratta di 90 giorni per la precisione, a partire dalla data del verbale redatto dall'Ufficiale giudiziario. Se il pignoramento perde efficacia, in quanto non si riesce a vendere all'asta i beni pignorati, nel caso vi fosse un nuovo pignoramento preso la residenza del debitore, bisognerebbe far ricoverare il creditore per problemi di disturbo mentale. La procedura di espropriazione costa e se è infruttuosa le spese restano a carico del creditore fino a quando non riesce ad escutere il debitore.

      A meno che il creditore non venga a sapere che il debitore ha rinnovato tutto l'arredamento con mobili e complementi di pregio.

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