Il pignoramento ordinario di stipendi e pensioni

Come funziona e cosa riguarda il pignoramento presso terzi ordinario.

Il pignoramento presso terzi è una particolare forma di pignoramento che viene scelta quando il debitore percepisce uno stipendio, oppure una pensione. Disciplinato dal codice di procedura civile, praticamente, riguarda beni del debitore, o suoi crediti, in possesso di terzi.

Si esegue mediante atto notificato al terzo e al debitore, e deve contenere oltre all'ingiunzione a non compiere alcun atto dispositivo circa i beni e i crediti assoggettati a pignoramento, l'indicazione del credito per cui si procede, del titolo esecutivo e del precetto, l'indicazione anche generica delle cose o somme dovute e l'intimazione al terzo di non disporne senza ordine del giudice.

L'atto di pignoramento deve contenere l'invito al terzo/debitore ad effettuare entro 10 giorni la comunicazione dei crediti da versare al debitore o delle cose del debitore in suo possesso con avviso che se non provvede potrà dover comparire e se comparendo non rende dichiarazione si prendono per buoni i crediti indicati dal creditore.

La comunicazione può avvenire per raccomandata o PEC direttamente da parte del terzo o del suo avvocato.

Per quanto riguarda i pignoramenti degli stipendi e delle pensioni, comprese indennità relative al rapporto di lavoro anche dovute a licenziamento, valgono queste precisazioni:

  1. la quota oggetto di pignoramento per crediti alimentari è decisa dal presidente del Tribunale o da un giudice da questi delegato.
  2. sono pignorabili fino ad un quinto per tributi dovuti allo Stato, alle province e ai comuni e nella stessa misura per ogni altro credito.
  3. quando concorrono due o più cause suddette la quota pignorabile non può estendersi oltre la metà.

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Commenti e domande dei lettori

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  • bonkard66 9 aprile 2015 at 09:33

    Tre mesi dal gg. del pignoramento,oppure dal gg. che viene ritirato il pignorato ? Se i beni vengono liberati,e possibile altri pignoramenti da parte del creditore? Grazie

    • Ludmilla Karadzic 9 aprile 2015 at 10:35

      Si tratta di 90 giorni per la precisione, a partire dalla data del verbale redatto dall'Ufficiale giudiziario. Se il pignoramento perde efficacia, in quanto non si riesce a vendere all'asta i beni pignorati, nel caso vi fosse un nuovo pignoramento preso la residenza del debitore, bisognerebbe far ricoverare il creditore per problemi di disturbo mentale. La procedura di espropriazione costa e se è infruttuosa le spese restano a carico del creditore fino a quando non riesce ad escutere il debitore.

      A meno che il creditore non venga a sapere che il debitore ha rinnovato tutto l'arredamento con mobili e complementi di pregio.

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