Pignoramento conto corrente cointestato da parte di Equitalia

Il pignoramento da parte di Equitalia del conto corrente del debitore avviene, di solito, con forme più celeri e semplici rispetto ai normali pignoramenti tra privati.

Infatti, la normativa vigente permette ad Equitalia di procedere autonomamente, ordinando alla banca senza necessità di procedimenti in tribunale, di trasferire le somme.

Questa possibilità, però, decade nel caso di conto cointestato.

Come funziona allora, la procedura del pignoramento di un conto corrente da parte di Equitalia, se lo stesso è cointestato?

Il conto cointestato rientra nella nozione di bene comune indiviso, la cui espropriazione è disciplinata dalle regole generali del codice di procedura civile.

Se Equitalia procedesse secondo la normale riscossione esattoriale, infatti, finirebbe per pignorare l'intero estratto conto, il cui 50%, però, appartiene a un soggetto diverso, che non è debitore.

Da ciò derivano due conseguenze:

  • non si può procedere, in questi casi, al pignoramento per via extragiudiziale, ossia con l'ordine impartito direttamente alla banca o alla Posta di versarle le somme del debitore, senza passare dal giudice.
  • solo dopo la divisione del bene comune, ossia del conto corrente, è possibile l'assegnazione al creditore pignorante.

Cosa si evince da queste due considerazioni?

Per prima cosa equitalia dovrà provvedere secondo le norme valide per tutti i pignoramenti presso terzi: ossia con citazione a un'udienza davanti al tribunale.

All'udienza, dovrà partecipare la banca. Infine, ci sarà l'ordinanza del magistrato che dispone l'assegnazione delle somme pignorate. Il procedimento, quindi, sarà molto più lungo e, in alcune realtà locali, potrebbe richiedere diversi mesi.

Da notare, però, che durante il tempo che separa la notifica del pignoramento dall'udienza davanti al giudice, le somme in conto corrente del debitore vengono sostanzialmente “bloccate” in attesa dell'udienza stessa.

Inoltre, non si potranno comunque pignorare le somme accreditate quale ultimo emolumento a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento.

Nella fattispecie, quindi, di conto cointestato, Equitalia, non può comunque conseguire indifferenziatamente il saldo attivo del conto, perché questo si risolverebbe nell'espropriare somme appartenenti agli altri cointestatari non debitori.

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Commenti e domande dei lettori

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  • alberini 19 agosto 2015 at 15:58

    Come agirà Equitalia nei miei confronti: ho un debito di 40 mila euro che anno lievitato nel tempo. Allora avevo 22 mila euro, sono passati più di 10 anni, ma Equitalia non si muove per adesso. Avevamo il conto in banca congiunto ma adesso l'ho separato siamo sempre nella stessa banca.

    Equitalia puo arrivare a bloccare il conto? Noi siamo nulla tenenti, mi hanno fatto il fermo amministrativo al camper che non ho fatto in tempo a intestarlo ad un altro nome. Se cambio banca e lo stesso? Possono pignorare il lo stipendio? Mi dite come posso muovermi?

    • Ludmilla Karadzic 19 agosto 2015 at 17:40

      Equitalia può certamente pignorarle il conto: e le probabilità che agisca in tal senso sono senz'altro maggiori oggi che ha un conto corrente non intestato congiuntamente ad altri. Il suggerimento è quello di depositare eventuali liquidità su un conto corrente intestato a terzi: non serve cambiare banca, il problema è la titolarità del conto corrente.

      Equitalia può pignorarle lo stipendio nella misura di un decimo (10%) se la sua retribuzione, al netto di tasse e contributi, non supera i 2 mila e cinquecento euro.