Fermo amministrativo sul veicolo utilizzato per l'attività professionale

Le modifiche al Decreto del Fare, chiariscono che la procedura di iscrizione del fermo di beni mobili registrati è avviata dall'agente della riscossione con la notifica al debitore o ai coobbligati iscritti nei pubblici registri di una comunicazione preventiva contenente l'avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di trenta giorni, sarà eseguito il fermo, senza necessità di ulteriore comunicazione, mediante iscrizione del provvedimento che lo dispone nei registri mobiliari, salvo che il debitore o i coobbligati, nel predetto termine, dimostrino all'agente della riscossione che il bene mobile è strumentale all'attività di impresa o della professione.

È ovviamente necessario poter dimostrare che i veicoli siano strumentali all'attività svolta.

Prima, le ganasce fiscali scattavano in caso di mancato pagamento di somme dovute su tutti i beni mobili registrati, o meglio se non si provvedeva al versamento delle somme entro 60 o 90 giorni dalla notifica della cartella di pagamento o dell'accertamento esecutivo rispettivamente.

Dopo il fermo amministrativo si avevano ulteriori 20 giorni per saldare quanto dovuto, in caso di mancato versamento i beni mobili veniva iscritti in una speciale lista al Pra con il divieto di circolare fino all'avvenuto saldo, pena il pagamento di pesanti sanzioni (2500 euro).

Dopo le modifiche normative, poi però gli agenti di riscossione non potranno fare ricorso al fermo amministrativo nel caso il loro utilizzo sia funzionale al poter proseguire con il regolare svolgimento della propria attività.

La prova di questo deve essere fornita dal contribuente all'agente della riscossione entro 30 giorni dalla comunicazione preventiva.

Il Decreto del Fare porta inoltre da 20 a 30 i giorni a disposizione del contribuente per saldare gli importi richiesti dopo la comunicazione.

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Commenti e domande dei lettori

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  • alberini 19 agosto 2015 at 15:58

    Come agirà Equitalia nei miei confronti: ho un debito di 40 mila euro che anno lievitato nel tempo. Allora avevo 22 mila euro, sono passati più di 10 anni, ma Equitalia non si muove per adesso. Avevamo il conto in banca congiunto ma adesso l'ho separato siamo sempre nella stessa banca.

    Equitalia puo arrivare a bloccare il conto? Noi siamo nulla tenenti, mi hanno fatto il fermo amministrativo al camper che non ho fatto in tempo a intestarlo ad un altro nome. Se cambio banca e lo stesso? Possono pignorare il lo stipendio? Mi dite come posso muovermi?

    • Ludmilla Karadzic 19 agosto 2015 at 17:40

      Equitalia può certamente pignorarle il conto: e le probabilità che agisca in tal senso sono senz'altro maggiori oggi che ha un conto corrente non intestato congiuntamente ad altri. Il suggerimento è quello di depositare eventuali liquidità su un conto corrente intestato a terzi: non serve cambiare banca, il problema è la titolarità del conto corrente.

      Equitalia può pignorarle lo stipendio nella misura di un decimo (10%) se la sua retribuzione, al netto di tasse e contributi, non supera i 2 mila e cinquecento euro.