Beni impignorabili per il nostro ordinamento giuridico

L'articolo 514 del codice di procedura civile prevede una lista di beni di prima necessità non pignorabili:

  1. le cose sacre e quelle che servono all'esercizio del culto;
  2. l'anello nuziale, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli per la consumazione dei pasti con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero, le stufe ed i fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, la lavatrice, gli utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli, in quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi; sono tuttavia esclusi i mobili, meno i letti, di rilevante valore economico, anche per accertato pregio artistico o di antiquariato;
  3. i commestibili e i combustibili necessari per un mese al mantenimento del debitore e delle altre persone indicate nel numero precedente;
  4. gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l'esercizio della professione, dell'arte o del mestiere del debitore;[comma abrogato dall'articolo 3 l. 24 febbraio 2006, numero 52]
  5. le armi e gli oggetti che il debitore ha l'obbligo di conservare per l'adempimento di un pubblico servizio;
  6. le decorazioni al valore, le lettere, i registri e in generale gli scritti di famiglia, nonchè i manoscritti, salvo che formino parte di una collezione.

Inoltre, gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l'esercizio della professione, dell'arte o del mestiere del debitore possono essere pignorati nei limiti di un quinto, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall'ufficiale giudiziario o indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito; il predetto limite non si applica per i debitori costituiti in forma societaria e in ogni caso se nelle attività del debitore risulta una prevalenza del capitale investito sul lavoro [articolo 515 comma 3, codice di procedura civile]

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Commenti e domande dei lettori

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  • alberini 19 agosto 2015 at 15:58

    Come agirà Equitalia nei miei confronti: ho un debito di 40 mila euro che anno lievitato nel tempo. Allora avevo 22 mila euro, sono passati più di 10 anni, ma Equitalia non si muove per adesso. Avevamo il conto in banca congiunto ma adesso l'ho separato siamo sempre nella stessa banca.

    Equitalia puo arrivare a bloccare il conto? Noi siamo nulla tenenti, mi hanno fatto il fermo amministrativo al camper che non ho fatto in tempo a intestarlo ad un altro nome. Se cambio banca e lo stesso? Possono pignorare il lo stipendio? Mi dite come posso muovermi?

    • Ludmilla Karadzic 19 agosto 2015 at 17:40

      Equitalia può certamente pignorarle il conto: e le probabilità che agisca in tal senso sono senz'altro maggiori oggi che ha un conto corrente non intestato congiuntamente ad altri. Il suggerimento è quello di depositare eventuali liquidità su un conto corrente intestato a terzi: non serve cambiare banca, il problema è la titolarità del conto corrente.

      Equitalia può pignorarle lo stipendio nella misura di un decimo (10%) se la sua retribuzione, al netto di tasse e contributi, non supera i 2 mila e cinquecento euro.