Pignoramento esattoriale » Sequestro e messa all'asta

La risposta al quesito è, purtroppo, affermativa: l'agente della riscossione, infatti, può anche optare per un pignoramento mobiliare. Così facendo può rivalersi su tutti i beni mobili del debitore quali, per esempio, un televisore, una scrivania, un quadro, ma anche denaro e oggetti di valore come preziosi o gioielli.

In questo, caso equitalia potrà, appunto, disporre il pignoramento dei gioielli di famiglia, sia che essi siano nella disponibilità materiale del debitore, sia che si trovino, per esempio, chiusi in una cassetta di sicurezza in banca.

A questo punto, eseguito il pignoramento e asportati i beni dalla casa del debitore, essi saranno sottoposti alla vendita forzata: un'asta condotta sotto la supervisione del tribunale.

Dopo l'asta, qualora il secondo incanto sia rimasto infruttuoso, ed Equitalia non riuscisse a vendere i suoi gioielli, ne potrà chiedere l'assegnazione.

In pratica, può chiedere al giudice che tali oggetti le vengano dati in proprietà. In questo modo, il debitore viene definitivamente espropriato dei gioielli.

A riguardo, la normativa vigente stabilisce che gli oggetti d'oro e d'argento non possono essere, in nessun caso, venduti per un prezzo inferiore al loro valore di mercato ma, se restano invenduti, sono assegnati, per tale valore, ai creditori. In questo modo, l'amministrazione ne diventa la nuova proprietaria e i beni non sono più restituiti al debitore.

In questo modo, la pubblica amministrazione assegnataria dei preziosi viene soddisfatta del proprio credito nella misura del valore di stima dei preziosi.

13 dicembre 2013 · Andrea Ricciardi

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  • greg 7 gennaio 2014 at 10:59

    Mi scuso se sbaglio sezione ma non riesco a trovare altrove un form in cui inserire il mio quesito. Spero che qualcuno lo faccia per me...magari trovando il modo di reindirizzarmi poi per leggere qualche risposta. Grazie

    Officina meccanica, molto ben attrezzata (centro assistenza Ford). Il titolare nonchè conduttore del locale di mia proprietà muore il 13/8/13 lasciando una montagna di debiti. Gli eredi rinunciano all'eredità il 7/11/13. Io resto con due problemi: recupero del credito (mensilità non pagate, precedenti il decesso) e rientro in possesso dell'immobile (occupato dalle attrezzature dell'officina...e da una serie di manipolatori occulti -tra cui avvocati, probab anche il mio! sigh!- che probabilmente non riescono a mettersi daccordo su come spartirsi il bottino -le attrezzature). Al momento non è venuto fuori nessun altro creditore (ho fatto visura presso Registro Successioni) che abbia chiesto la nomina di un curatore. Ho una gran confusione sul da farsi al momento ma anche su quello che si sarebbe potuto/dovuto fare tempestivamente. Io mi accontenterei di riavere almeno l'immobile in tempi ragionevoli. Chiedo lumi...anche pagando consulenza on-line. Grazie

    • Ludmilla Karadzic 7 gennaio 2014 at 11:28

      In caso di mancanza di chiamati all'eredità o di rinuncia da parte degli stessi, lo strumento idoneo a tutelare gli interessi del creditore del de cuius è l'articolo 528 e seguenti del codice civile. Lei può chiedere al Tribunale ed ottenere un decreto di nomina del curatore, il quale dovrà
      redigere l'inventario e potrà provvedere al pagamento (parziale o totale) dei debiti del de cuius, previa autorizzazione del Tribunale stesso (art. 530).