Il creditore attiva la procedura di escussione coattiva

Il creditore, dunque, quando è in possesso di un titolo esecutivo può servirsene, attivando una procedura di esecuzione forzata.

Ciò è possibile solo dopo che il titolo sia stato munito di formula esecutiva ex articolo 475 codice di procedura civile

Si dice che il titolo viene spedito in forma esecutiva quando il cancelliere, il notaio o altro pubblico ufficiale appone sull'originale o su una copia autentica del titolo la suddetta formula, la quale riporta l'intestazione Repubblica Italiana - In nome della legge e l'enunciazione prevista dal comma 3 dell'articolo 475 codice di procedura civile

Si badi bene, quando il titolo esecutivo è formato da assegni, cambiali o scritture private autenticate non occorre l'apposizione della formula in quanto il creditore è già in possesso dell'originale.

Il procedimento esecutivo consta di più atti e si svolge sotto la direzione di un giudice: il Giudice dell'Esecuzione ex articolo 484 codice di procedura civile.

Il potere riconosciuto al Giudice dell'Esecuzione è un potere di direzione del processo esecutivo.

Ciò è confermato dalla Suprema Corte la quale, con la pronuncia 5697/77, ha disposto che: il potere conferito dal vigente ordinamento processuale al giudice dell'esecuzione, al fine di pervenire al soddisfacimento dei creditori procedenti o intervenuti, è un potere di direzione del processo esecutivo, che si concreta nel compimento della serie successiva e coordinata degli atti che lo costituiscono, e cioè nel compimento diretto di atti esecutivi e nell'ordine, ad altri impartito, di compimento di atti esecutivi, nonché del successivo controllo della legittimità ed opportunità degli atti compiuti, con il conseguente esercizio del potere soppressivo e sostitutivo, contenuto nell'ambito e nei limiti segnati dalle norme di rito che disciplinano il processo esecutivo.

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