I nostri commenti sulle nuove disposizioni normative che regolano il pignoramento in presenza di donazioni trust o fondi patrimoniali

Ecco quali sono le nostre riserve sulle nuove disposizioni normative che regolano il pignoramento in presenza di donazioni trust o fondi patrimoniali.

Continua l'opera legiferante del Governo Renzi in dispregio degli elementari diritti previsti da sempre dal nostro ordinamento giuridico.

Con una altra norma a sorpresa, senza riflessioni, consultazioni con esperti di diritto e senza soppesare la lesione dei diritti dei terzi incolpevoli, è entrata in vigore ieri 27.6.2015, di soppiatto, in sordina, la norma che vi presentiamo in calce al presente scritto.

Prima del 27.6.2015, la costituzione di fondo patrimoniale, le donazioni, i trust costituivano negozi giuridici veri e validi, con piena efficacia tra le parti. Certo se i negozi erano simulati, i terzi creditori danneggiati dalla simulazione erano ammessi a provare la volontà maliziosa del loro debitore di sottrarre la sua garanzia patrimoniale alla successiva pretesa del creditore.

Si instaurava un procedimento giudiziario ordinario nel quale entrambe le parti erano ammesse a provare le loro ragioni, e che, in caso di prova della tesi del creditore danneggiato, poteva concludersi con una sentenza del Giudice che dichiarava la inefficacia del trasferimento nei confronti del creditore procedente. Ma solo a conclusione del processo il creditore poteva soddisfarsi sul bene del debitore.

Ora la situazione è completamente cambiata, come avrete capito: infatti, il creditore, per il solo fatto che ritenga di essere pregiudicato da una donazione, da un fondo patrimoniale, da un trust, da un vincolo, può iniziare l'esecuzione forzata senza alcun permesso del Giudice.

Indipendentemente dalla sentenza dichiarativa di inefficacia!

Col risultato che magari il giudice emetterà sentenza di rigetto delle ragioni del creditore, quando ormai la casa del debitore è stata già venduta all'asta.

Si introduce di fatto una specie di presunzione che gli atti di cui sopra sono stipulati in frode al creditore, con una lesione gravissima del diritto alla difesa del debitore, ma anche del terzo che ha ricevuto i beni.

Ma c'è di più! Che la norma limita grandemente la difesa del debitore e del terzo che ha ricevuto il bene, perché essi sono ammessi non alla causa ordinaria, con tutte le garanzie di legge conseguenti, ma solo alla opposizione alla esecuzione, processo più semplice e rapido, con una palese inversione dell'onere della prova quale principio cardine del nostro ordinamento giuridico, ed anche perché la nuova norma limita i motivi di opposizione: essi possono consistere solo nella contestazione dei motivi del 1 comma, e cioè motivi dell'esistenza del pregiudizio, e la conoscenza del debitore del pregiudizio medesimo.

Motivi labilissimi, e oltretutto difficilissimi da provare.

La conseguenza è la perdita di efficacia degli atti di costituzione di fondo patrimoniale, di donazione, di trust e di vincoli in genere, che sono pertanto ormai da considerarsi come “sospesi” fino al termine dell'anno dalla loro trascrizione.

Unico elemento che calmiera il vantaggio che si concede alle banche è infatti la durata temporale, limitata di un anno.

Siamo sgomenti dalla superficialità con cui ormai si producono le leggi, e dalla palese tendenza del Governo Renzi a legiferare in sordina, sempre e comunque a favore dei gruppi bancari.

21 luglio 2015 · Giuseppe Pennuto

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