Pignoramento e adempimenti fiscali del sostituto d'imposta

La norma sulla ritenuta alla fonte per le quote pignorate

Con provvedimento del 3 marzo 2010, il direttore dell'Agenzia delle entrate ha emanato le disposizioni che regolano l'effettuazione delle ritenute alla fonte per le somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi di cui all'articolo 21, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, numero 449, come modificato dall'articolo 15, comma 2, del Decreto Legge 1 luglio 2009, numero 78, convertito in Legge 3 agosto 2009, numero 102.

Gli adempimenti fiscali del sostituto d'imposta

In caso di pagamento eseguito mediante pignoramenti presso terzi (nel nostro caso la ditta), quest'ultimo (di seguito terzo erogatore), ove rivesta la qualifica di sostituto di imposta ai sensi degli articoli 23 e seguenti del DPR 600/1973, opera, all'atto del pagamento, una ritenuta del 20% a titolo di acconto dell'imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta dal creditore pignoratizio.

Il terzo non è tenuto a svolgere indagini per verificare se le somme devono o meno subire la ritenuta. Sarà, pertanto, onere del creditore dimostrare che le stesse attengono ad ipotesi per le quali la ritenuta non deve essere operata, restando inteso che altrimenti il terzo provvederà ad applicarla (A.E. C irc. 2.3.2011, numero 8).

Il terzo erogatore non effettua la ritenuta se è a conoscenza che il credito è riferibile a somme o valori diversi da quelli assoggettabili a ritenuta alla fonte ai sensi delle disposizioni contenute nel titolo III del DPR 600/1973 e successive modificazioni e integrazioni (lavoro dipendente, assimilato, autonomo, provvigioni, compensi dovuti dal condominio all'appaltatore, interessi su redditi di capitali, ecc.), nell'articolo 11, commi 5, 6 e 7, della legge 413/1991, nonché nell'articolo 33, comma 4, del DPR 42/1988.

L'obbligo di effettuare la ritenuta da parte del terzo erogatore sorge quando sono soddisfatte contemporaneamente le seguenti condizioni:

  1. deve trattarsi di una somma per la quale deve essere operata una ritenuta alla fonte (IRPEF), ai sensi delle richiamate disposizioni (la ritenuta non deve essere operata nei confronti dei soggetti IRES);
  2. il creditore pignoratizio deve essere un soggetto Irpef (pertanto si escludono le società);
  3. il terzo erogatore deve rivestire la qualifica di sostituto di imposta in base a quanto previsto dagli articoli 23 e seguenti del DPR 600/1973; deve, cioè, rientrare fra i soggetti cui la legge tassativamente conferisce l'obbligo di pagare le imposte in luogo d'altri, per fatti e situazioni a questi riferibili.

Esempi di ritenuta d'acconto

  1. Professionista che vanta un credito nei confronti di un suo cliente (persona fisica non imprenditore) e che instaura un giudizio per la soddisfazione di tale credito. Se la sentenza di condanna del cliente esita in una esecuzione forzata comportando il pignoramento delle somme giacenti su un conto corrente acceso dal cliente inadempiente presso un istituto di credito, la banca (terzo esecutato), rivestendo la qualità di sostituto di imposta in base alle richiamate disposizioni, è tenuto ad effettuare le ritenute sulle somme assegnate al professionista (creditore pignoratizio), anche se, in mancanza di esecuzione forzata, non sarebbe stato operato il prelievo alla fonte da parte del cliente (debitore), in quanto persona fisica non imprenditore.
  2. Se il dipendente (creditore pignoratizio), in esecuzione di una sentenza di condanna del datore di lavoro (debitore) al pagamento di retribuzioni arretrate, ottiene il pignoramento delle somme giacenti su un conto corrente bancario del datore di lavoro, l'istituto bancario (terzo erogatore) sarà tenuto ad effettuare la ritenuta del 20 per cento all'atto del pagamento delle somme in favore del dipendente, trattandosi di redditi di lavoro dipendente, per i quali, a norma dell'articolo 23 del DPR 600/73, è previsto il prelievo alla fonte.
  3. Se il locatore di un immobile (creditore pignoratizio), in esecuzione di una sentenza di condanna del locatario (debitore) al pagamento di pigioni di affitto arretrate, riesce a pignorare lo stipendio dell'inquilino presso il suo datore di lavoro (terzo erogatore), quest'ultimo non deve effettuare alcuna ritenuta, in quanto i redditi di fabbricato non rientrano tra quelli che, ai sensi delle disposizioni enunciate, devono essere assoggettati a ritenuta alla fonte. Il dato deve, comunque essere indicato nel modello 770 - quadro SY.
  4. La ritenuta non deve essere operata se le somme siano erogate dal terzo a titolo di risarcimento di un danno emergente, che abbia, cioè, provocato una lesione effettiva e immediata al patrimonio del creditore pignoratizio (articolo 6, co. 2, del Tuir).
  5. Se nella somma da corrispondere pari a 100 euro, sono compresi compensi per prestazioni di lavoro autonomo pari a 70 euro, imposta sul valore aggiunto pari a 14 euro (20per cento di 70) e spese anticipate dal professionista in nome e per conto del cliente pari a 16 euro, la ritenuta deve essere effettuata solo sui compensi, pari a 70 euro, in quanto le restanti somme non scontano prelievo fiscale.
  6. Se nella somma da corrispondere, pari a 100 euro, sono compresi compensi per prestazioni di lavoro autonomo pari a 70 euro, imposta sul valore aggiunto pari a 14 euro e interessi moratori o dilatori pari a 16 euro, le ritenute devono essere applicate sui compensi, pari a 70 euro, e altresì sugli interessi, pari a 16 euro, posto che questi ultimi, a mente dell'articolo 6, comma 2, del Tuir, costituiscono redditi della stessa natura di quelli da cui derivano i crediti su cui tali interessi sono maturati
  7. Nell'ipotesi in cui un professionista vanti un credito nei confronti di un suo cliente e instauri un giudizio per la soddisfazione di tale credito. Se la sentenza di condanna del cliente esita in una esecuzione forzata comportando il pignoramento di una quota dello stipendio del cliente presso il suo datore di lavoro, quest'ultimo (terzo erogatore) sarà tenuto ad effettuare una duplice ritenuta alla fonte: quella relativa al reddito di lavoro dipendente in forza dell'articolo 23 del DPR numero 600/1973 e quella di cui all'articolo 21, comma 15, della legge numero 449 del 1997, come modificato dall'articolo 15, comma 2, del DL numero 78 del 2009.

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  • Carla Benvenuto 21 ottobre 2012 at 08:49

    Pignoramento dello stipendio edi adempimenti del terzo pignorato, del creditore e del debitore - Quadro sinottico su normative di riferimento, sanzioni e provvedimenti ADE

    Normativa di riferimento:
    - Legge 27/12/1997, n. 449, art. 21
    - Provv. Agenzia entrate 3/3/2010;
    - Circolare 2/3/2011, n. 8/E.

    Codice tributo:
    - 1049: ritenuta operata a titolo d'acconto Irpef dovuta dal creditore pignoratizio, su somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi - art. 21, c. 15. Legge n. 449/97, come modif. dall'art.15, c. 2 , D.L. n. 78/09

    Sanzioni:
    Sanzione amministrativa:
    - omesso o insufficiente versamento di ritenute: sanzione pari al 30% dell'ammontare non versato;
    - omessa o insufficiente effettuazione di ritenute: sanzione pari al 20% dell'importo non trattenuto.
    Sanzione penale:
    - mancato versamento, entro il termine per presentare il mod. 770, di ritenute risultanti dalla certificazione dei sostituti d'imposta, per un ammontare superiore a euro 50.000 per ogni periodo d'imposta: reclusione da 6 mesi a 9 anni.

    Agenzia delle Entrate: Provvedimento 03/03/2010
    Provvedimento concernente l'effettuazione delle ritenute alla fonte per le somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi di cui all'art. 21, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, come modificato dall'art. 15, comma 2, del Decreto Legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito in Legge 3 agosto 2009, n. 102 - (Pubblicato il 04/03/10 ai sensi dell'art. 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n° 244)

    Decreto legislativo 10/03/2000, n. 74
    Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell'articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205.
    Articolo 10 Bis - Omesso versamento di ritenute certificate

    Decreto del Presidente della Repubblica 29/09/1973, n. 600
    Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi.
    Articolo 23 - Ritenuta sui redditi di lavoro dipendente

    Legge 27/12/1997, n. 449
    Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica.
    Articolo 21 - Disposizioni per il recupero d'imponibile

    Decreto legislativo 18/12/1997, n. 471
    Riforma delle sanzioni tributarie non penali in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributi, a norma dell'articolo 3, comma 133, lettera q), della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
    Articolo 13 - Ritardati od omessi versamenti diretti
    Articolo 14 - Violazioni dell'obbligo di esecuzione di ritenute alla fonte

    Decreto legge 01/07/2009, n. 78
    Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini [Tremonti-ter]
    Articolo 15 - Potenziamento della riscossione

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