Tranquillo, non tutto è perduto - Ma devi muoverti in fretta ... possibilmente prima del pignoramento della casa

Se hai già deciso di separarti legalmente dal coniuge, questo è il momento giusto per compiere il grande passo. Se, invece, il tuo matrimonio procede senza intoppi verso le nozze d'oro o d'argento, allora mi spiace, ma è inutile, per te, continuare a leggere. Prima però accetta tutta  la mia solidarietà per un futuro che immagino triste ed in condizioni di indigenza, senza un tetto sotto il quale  riparare la tua famiglia, ancora unita anche se senza fissa dimora, quando pioverà e farà freddo: pazienza, ti riscalderanno il cuore di tua moglie ed i sorrisi dei tuoi figli. Solo in un primo tempo, però: perché è statisticamente provato che se i problemi di convivenza non erano sorti prima, verranno immancabilmente fuori con le ristrettezze economiche ...

Se invece, di fatto, hai già deciso di rescindere il legame coniugale, allora devi subito separarti legalmente da tua moglie, con un accordo consensuale omologato in Tribunale, meglio se giudiziale con addebito per colpa. A tua moglie, come sempre accade in quanto parte "debole", sarà riconosciuta,  in sede di separazione, l'assegnazione della casa coniugale, ancora di tua proprietà.

La separazione legale capiterà a fagiolo, o come si dice, potrai prendere due piccioni con una fava. La separazione legale, appunto, è la  soluzione per limitare i danni derivanti dal pignoramento della casa e dalla successiva vendita all'asta ed espropriazione.

Infatti, il provvedimento di assegnazione della casa coniugale, in sede di separazione personale o divorzio, pur non idoneo a costituire un diritto reale di uso o di abitazione a favore dell'assegnatario, integra un diritto di natura personale (Corte Costituzionale, sentenza numero 454/1989; Cassazione, sentenza del 23 marzo 2006, numero 4719; Cassazione, Sezioni Unite, 29 luglio 2002, numero 11096).

Il diritto di natura personale è praticamente equivalente ad un diritto reale salvo il fatto che si estingue qualora l'assegnatario non vi abiti o cessi di abitarvi stabilmente, oppure conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio.

E' evidente che una volta assegnata la casa coniugale al coniuge il valore dell'immobile subirà un brusco deprezzamento, anche in sede di vendita all'asta (sempre ammesso che, in queste condizioni, si riesca a trovare un compratore). A te, di conseguenza, rimarranno più debiti di quanti ne potrebbero rimanere nel caso in cui la casa fosse coattivamente venduta libera da assegnazione. Ma questo è per te un problema? Intanto tua moglie ed i figli, soprattutto, avranno diritto ad occuparla ed anche tu, in attesa di trovare una sistemazione adeguata, potresti essere ospitato. La legge non vieta la coabitazione di coniugi separati legalmente, soprattutto in questi tempi tristi in cui uno stipendio non basta per affittare una camera ammobiliata, specie nelle grandi città. Non resta che sperare nello spirito di ospitalità della tua ex.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Cosedapaz 28 gennaio 2016 at 18:15

    Io sono fideiussore della mia società.

    La banca ha ottenuto un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo e dopo 5 giorni ha iscritto ipoteca sulla mia casa, intestata esclusivamente a me e in regime di separazione dei beni.

    Dopo un mese e mezzo dall'iscrizione ipotecaria mi sono separato da mia moglie e la casa ipotecata è andata a lei e a mio figlio (13 anni). L'omologa della separazione non è stata trascritta.

    Ho proposto opposizione a decreto ingiuntivo con istanza di sospensione della provvisoria esecuzione, ma il giudice l'ha rigettata.

    • Simone di Saintjust 28 gennaio 2016 at 19:37

      L'iscrizione di ipoteca, a garanzia del rimborso della somma portata dal decreto ingiuntivo, non può essere negata al creditore, trattandosi di misura cautelare. Per quanto riguarda l'espropriazione della casa, il diritto di abitazione conseguito dall'altro coniuge non proprietario in forza dell'assegnazione della casa coniugale in seguito a separazione personale, se conseguito successivamente all'iscrizione ipotecaria, non è opponibile allo stesso creditore ipotecario e, quindi, all'acquirente dell'immobile in sede esecutiva (Cassazione sentenza numero 15855/14). Mi spiace.

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