Ipoteca e pignoramento della casa – perderne la proprietà ma continuare ad occuparla

Sei in attesa del pignoramento della casa e ti riconosci in una o più delle seguenti situazioni

  1. La banca ti ha inviato la famigerata comunicazione di DBT – ovvero di Decadenza del Beneficio del termine, anticamera del pignoramento della casa – perche' ormai non paghi le rate del mutuo da mesi e non hai potuto chiederne la sospensione dal momento che la fortuna non ha baciato i tuoi congiunti con un tuo decesso, o almeno una malattia terminale per te – che sei l’unico percettore di reddito familiare – o, peggio, il datore di lavoro non ha ancora deciso di licenziarti o collocarti in cassa integrazione guadagni. E, dunque, la banca si appresta ad effettuare il pignoramento della casa per procedere poi alla sua vendita all’asta.
  2. Prima che i creditori procedano al pignoramento della casa ed alla successiva espropriazione, hai tentato inutilmente di venderla, per evitare l’asta ed ottenere un prezzo di mercato; ma in questo periodo di crisi ti offrono quattro soldi, ed anche se riuscissi a vendere il creditore si mangerebbe quasi tutto il ricavato.
  3. La notte, ormai, non dormi piu' in attesa del pignoramento della casa, perche' non sai dove sistemare moglie, figli, suocera e cane. Non hai piu' un euro per poter pagare un affitto e sai che dalla vendita all’asta della casa – frutto dei tuoi risparmi di una vita – non ti restera' niente. Gli avvoltoi che svolazzano nelle cancellerie dei tribunali, si accorderanno su chi dovra' aggiudicarsi la tua casa a prezzo di saldi. Gia' fiutano l’odore del sangue: il tuo!

Tranquillo, non tutto è perduto – Ma devi muoverti in fretta … possibilmente prima del pignoramento della casa

Se hai gia' deciso di separarti legalmente dal coniuge, questo e' il momento giusto per compiere il grande passo. Se, invece, il tuo matrimonio procede senza intoppi verso le nozze d’oro o d’argento, allora mi spiace, ma e' inutile, per te, continuare a leggere. Prima pero' accetta tutta  la mia solidarieta' per un futuro che immagino triste ed in condizioni di indigenza, senza un tetto sotto il quale  riparare la tua famiglia, ancora unita anche se senza fissa dimora, quando piovera' e fara' freddo: pazienza, ti riscalderanno il cuore di tua moglie ed i sorrisi dei tuoi figli. Solo in un primo tempo, pero': perché e' statisticamente provato che se i problemi di convivenza non erano sorti prima, verranno immancabilmente fuori con le ristrettezze economiche …

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Stai leggendo Pignoramento della casa - continuare ad occuparla dopo vendita asta Autore Rosaria Proietti Articolo pubblicato il 12 novembre 2011 Ultima modifica effettuata il 17 febbraio 2015 Classificato nelle categorie pignoramento ed espropriazione di beni su cui gravano diritti immobiliari, pignoramento ordinario espropriazione vendita casa all'asta Etichettato con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , Archiviato nella sezione conseguenze dei debiti » pignoramento » pignoramento dei diritti immobiliari Letture 13.530 Numero di commenti e domande: 19

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Commenti e domande dei lettori

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  • Marilena Bianchi 27 febbraio 2015 at 12:11

    Sono interessata a conoscere informazioni sul pignoramento della casa, perderne la proprietà, ma continuare ad occuparla. Grazie,

    • Annapaola Ferri 27 febbraio 2015 at 15:55

      Le informazioni sono quelle contenute nell’articolo e nelle sentenze ivi citate, la cui massima è di seguito riportata: E’ invero giurisprudenza consolidata di questa Corte, dalla quale non v’e’ ragione di discostarsi, che, ai sensi dell’articolo 6, comma 6, della legge 1 dicembre 1970, n. 898 (nel testo sostituito dall’articolo 11 della legge 6 marzo 1937, n. 74), applicabile anche in tema di separazione personale, il provvedimento giudiziale di assegnazione della casa familiare al coniuge affidatario, avendo per definizione data certa, e’ opponibile, ancorche’ non trascritto, al terzo acquirente in data successiva per nove anni dalla data dell’assegnazione, ovvero – ma solo ove il titolo sia stato in precedenza trascritto – anche oltre i nove anni (confr. Cass. civ. sez. un. 26 luglio 2002, n. 11096; Cass. civ. 10 giugno 2006, n. 12296).

      Va, inoltre, ricordato che il diritto vantato dall’assegnataria, opponibile a terzo acquirente, non paralizza tuttavia quello del creditore di procedere in esecuzione sul bene oggetto dell’assegnazione, pignorandolo e facendolo vendere coattivamente.

      In altre parole, se il creditore vende sul mercato il bene immobile (ipotecato o non) il diritto di abitazione può essere fatto valere nei confronti del terzo acquirente. Il creditore, tuttavia può scegliere di procedere coattivamente tramite vendita all’asta : in un tale contesto il provvedimento giudiziale di assegnazione della casa familiare al coniuge affidatario non può essere opposto.

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