Il giudice emette una sentenza o un decreto ingiuntivo, non fa pignoramento dei conti

Il giudice emette una sentenza o un decreto ingiuntivo, non pignora banche.

Con il titolo esecutivo il creditore notifica al terzo il pignoramento di eventuali beni del debitore, presso il terzo disponibili.

I terzi, in questo caso le banche, ricevuta la notifica del precetto, devono ottemperare o rispondere, assumendosi le responsabilità penali derivanti da una dichiarazione mendace, che non detengono conti correnti del debitore.

Le notifiche "a strascico", come in questo caso, costano. Ma, evidentemente, il creditore non ha voluto badare a spese.

Tenga anche conto che è presumibile che il creditore fosse stato informato che il debitore aveva "sparpagliato" conti correnti qua e che le Direzioni Generali a cui notificare l'atto di precetto, di banche con filiali tradizionali o on line a cui può accedere un cittadino italiano, non sono poi così numerose.

Tutto regolare e assolutamente legittimo. Purtroppo per noi debitori, non tutti i creditori sono sprovveduti o assistiti da avvocati che una volta intascato l'onorario non vogliono perder tempo ...

Per uscirne non c'è che una sola strada: pagare i debiti. Il problema grosso sarà che il debitore, pur volendo farlo, non potrà attingere dai conti correnti pignorati.

20 settembre 2012 · Simonetta Folliero

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  • simonini67 9 settembre 2013 at 16:07

    Ho in corso un accertamento tecnico preventivo a seguito del quale emergerà sicuramente un debito a mio carico.
    Le domande che vorrei sottoporre sono le seguenti:
    1) può il creditore anche in pendenza di una causa di merito proporre un sequestro conservativo in attesa della sentenza definitiva? se sì, quali probabilità ci sono che gli venga concesso?;
    2) ammesso che gli venga concesso "sequestro conservativo" , al fine di evitare che mi venga pignorato il conto corrente è consigliabile svuotare, anche dopo il deposito dell'atp, il mio conto trasferendo le somme sul conto di mia moglie? In questo caso ci sarebbero risvolti fiscali?
    3) è consigliabile, qualora fosse possibile il trasferimento, farlo figurare come un prestito personale con tanto di scambio di corrispodenza?
    Cordialmente
    Simo

    • Ludmilla Karadzic 9 settembre 2013 at 16:40

      In alcuni casi il sequestro conservativo può essere concesso su richiesta del creditore, ma tutto dipende dagli atti di causa.

      Lei può spendere i suoi soldi depositati in banca, prima di eventuali pignoramenti, in gioco, donne e champagne. Difficile sarà poi stabilire eventuali correlazioni con equivalenti arricchimenti del conto corrente di sua moglie. Ma, niente prestiti alla consorte seppure accompagnati da scambi di amorosa corrispondenza, né bonifici, né versamenti triangolati. Ci vuole tempo e pazienza quasi quotidiana (dipende dal saldo del conto corrente).

      E, soprattutto, se il debito è riconducibile ad esigenze familiari, stia attento anche al conto corrente di sua moglie, indipendentemente dalla circostanza che sia stato adottato un regime matrimoniale di comunione legale o di separazione dei beni.

      Resta il rischio che l'ADE chieda conto a sua moglie della lievitazione del conto. Ma tutto dipende dai tempi e dalle dosi ...