Quando l'ultimo accredito di stipendio o pensione viene effettuato tra la notifica del pignoramento ed il blocco del conto corrente disposto dalla banca terza pignorata

Le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza, nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, quando l'accredito ha luogo alla data del pignoramento o successivamente, possono essere pignorate:

  1. per crediti alimentari nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o da un giudice da lui delegato;
  2. nella misura di un quinto per i tributi dovuti allo Stato, alle province e ai comuni, ed in eguale misura per ogni altro credito;

In particolare, non può essere pignorato l'ultimo emolumento accreditato a titolo di pensione o stipendio per debiti originati dall'omesso o insufficiente pagamento delle imposte sul reddito.

22 novembre 2015 · Simonetta Folliero

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  • karina 17 gennaio 2016 at 13:21

    Potrebbe aiutarmi nel calcolo della quota impignorabile delle disponibilità giacenti nel conto corrente dove affluiscono stipendi?
    ecco i dati:
    il conto corrente è stato pignorato il 21/12/15 per il totale del pignoramento € 5.579,41
    A quel momento sul conto risultava la giacenza di 8.049,68€ naturalmente si tratta di tutti gli stipendi che affluiscono sul conto, compreso lo stipendio di dicembre, la tredicesima ed ecc.

    • Ludmilla Karadzic 17 gennaio 2016 at 13:46

      Per tutti gli stipendi già accreditati alla data di pignoramento, quest'ultimo può interessare l'importo eccedente il triplo dell'assegno sociale: in pratica possono prendere tutto, ma devono lasciare circa 1500 euro.

      Invece, stipendio e tredicesima, se accreditati in data successiva al 21 dicembre, possono essere pignorati nella misura massima del 20%.

      Se il creditore è Equitalia il pignoramento di stipendio e tredicesima, accreditati in data successiva al 21 dicembre, non può superare il 10% di ciascun importo inferiore a 2.500 euro.

      Nel suo caso, purtroppo, sembra che anche stipendio e tredicesima fossero già stati accreditati al momento del pignoramento. Quindi l'obbligo del creditore procedente è solo quello di lasciare circa 1500 euro in giacenza. Sul residuo può soddisfarsi fino compensazione del debito.