Il calcolo della quota impignorabile delle disponibilità giacenti nel conto corrente dove affluiscono stipendi e pensioni

Come ormai sappiamo, l'articolo 545 del codice di procedura civile, a far data dal 21 agosto 2015, vige nella versione che recepisce le modifiche apportate dal decreto legge 83/15.

In pratica, le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza, nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate, per l'importo eccedente il triplo dell'assegno sociale, quando l'accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento.

Se il conto corrente intestato al debitore è destinato esclusivamente agli accrediti di pensione e stipendio (oltre che, naturalmente, ai prelievi) ci chiediamo quale sia la somma effettivamente pignorabile dal creditore procedente ad una certa data successiva al 21 agosto 2015, considerando che prima di tale data, per giurisprudenza consolidata, risultavano del tutto irrilevanti le ragioni per le quali le somme risultavano versate in conto corrente.

Prima del 21 agosto 2015, tutte le eventuali giacenze in conto corrente risultavano pignorabili dal creditore procedente, risultando il denaro, per i giudici della Corte di cassazione, un bene fungibile per eccellenza: in altri termini indistinguibile, dopo l'accredito, dai versamenti effettuati dall'INPS a titolo di pensione e dal datore di lavoro a titolo di stipendio.

L'unica strada percorribile per rispondere al quesito, a nostro parere, sembra essere quella di calcolare l'importo impignorabile delle somme a titolo di stipendio o pensione affluite sul conto corrente intestato al debitore e la giacenza impignorabile a partire dal 21 agosto 2015, tenendo conto che l'assegno sociale è una voce di entità variabile nel tempo.

La giacenza impignorabile è data, di volta in volta, dalla somma della quota impignorabile di stipendio o pensione che confluisce in conto corrente con il minore fra giacenza impignorabile e disponibilità effettiva prima dell'accredito.

Facciamo un esempio, nell'ipotesi in cui il creditore agisca per debiti di natura ordinaria o alimentare:

  • 27 agosto 2015 » disponibilità prima dell'accredito 0 euro - stipendio accreditato 1200 euro - importo assegno sociale 448 euro - quota impignorabile 1200 euro - giacenza totale 1200 euro - giacenza impignorabile 1200 euro
  • 27 settembre 2015 » disponibilità prima dell'accredito 100 euro - stipendio accreditato 1300 euro - importo assegno sociale 448 euro - quota impignorabile 1300 euro - giacenza totale 1400 euro - giacenza impignorabile 1400 euro
  • 27 ottobre 2015 » disponibilità prima dell'accredito 1200 euro - stipendio accreditato 1400 euro - importo assegno sociale 448 euro - quota impignorabile 1344 euro - giacenza totale 2600 euro - giacenza impignorabile 2544 (1200 + 1344) euro
  • 27 novembre 2015 » disponibilità prima dell'accredito 600 euro - stipendio accreditato 1400 euro - importo assegno sociale 448 euro - quota impignorabile 1344 euro - giacenza totale 2000 euro - giacenza impignorabile 1944 (600 + 1344) euro
  • 27 dicembre 2015 » disponibilità prima dell'accredito 800 euro - stipendio accreditato 2500 euro - importo assegno sociale 448 euro - quota impignorabile 1344 euro - giacenza totale 3300 euro - giacenza impignorabile 2144 (800 + 1344) euro
  • 27 gennaio 2016 » disponibilità prima dell'accredito 3000 euro - stipendio accreditato 1450 euro - importo assegno sociale 460 euro - quota impignorabile 1380 euro - giacenza totale 4450 euro - giacenza impignorabile 3524 (2144 + 1380) euro
  • 27 febbraio 2016 » disponibilità prima dell'accredito 4000 euro - stipendio accreditato 1450 euro - importo assegno sociale 460 euro - quota impignorabile 1380 euro - giacenza totale 5450 euro - giacenza impignorabile 4904 (3524 + 1380) euro
  • 3 marzo 2016 » disponibilità prima del pignoramento 5000 euro

Supponiamo che il 3 marzo 2016 venga notificato alla banca il pignoramento del conto corrente del debitore esecutato. L'importo impignorabile delle giacenze in conto corrente è pari a 4904 euro. Il creditore procedente potrà pignorare solo quanto la disponibilità effettiva in conto corrente eccede (eventualmente) la giacenza impignorabile, vale a dire 96 euro.

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  • karina 17 gennaio 2016 at 13:21

    Potrebbe aiutarmi nel calcolo della quota impignorabile delle disponibilità giacenti nel conto corrente dove affluiscono stipendi?
    ecco i dati:
    il conto corrente è stato pignorato il 21/12/15 per il totale del pignoramento € 5.579,41
    A quel momento sul conto risultava la giacenza di 8.049,68€ naturalmente si tratta di tutti gli stipendi che affluiscono sul conto, compreso lo stipendio di dicembre, la tredicesima ed ecc.

    • Ludmilla Karadzic 17 gennaio 2016 at 13:46

      Per tutti gli stipendi già accreditati alla data di pignoramento, quest'ultimo può interessare l'importo eccedente il triplo dell'assegno sociale: in pratica possono prendere tutto, ma devono lasciare circa 1500 euro.

      Invece, stipendio e tredicesima, se accreditati in data successiva al 21 dicembre, possono essere pignorati nella misura massima del 20%.

      Se il creditore è Equitalia il pignoramento di stipendio e tredicesima, accreditati in data successiva al 21 dicembre, non può superare il 10% di ciascun importo inferiore a 2.500 euro.

      Nel suo caso, purtroppo, sembra che anche stipendio e tredicesima fossero già stati accreditati al momento del pignoramento. Quindi l'obbligo del creditore procedente è solo quello di lasciare circa 1500 euro in giacenza. Sul residuo può soddisfarsi fino compensazione del debito.