Come funziona oggi il pignoramento del conto corrente esattoriale

Come funziona, ad oggi, il pignoramento esattoriale del conto corrente.

Attualmente il pignoramento conto corrente 2017, rientra nella procedura ordinaria del pignoramento presso terzi.

Il pignoramento presso terzi, non è altro che un provvedimento attivato dal creditore nei confronti del debitore al fine di ottenere il pagamento di una certa somma.

Tale provvedimento, deve essere richiesto preventivamente al giudice e quindi autorizzato dal tribunale.

In pratica, se oggi un'impresa o un comune cittadino, intendono recuperare il credito, per procedere al pignoramento conto corrente e vedere così soddisfatta la richiesta, devono

  • Notificare l'atto esecutivo: es. la sentenza emessa dal giudice;
  • Notificare l'atto di precetto: ossia, l'atto che intima al debitore il pagamento del debito entro 10 giorni dalla notifica.

Passati 10 giorni, se il debitore non paga, il creditore, ha diritto a notificare l'atto di pignoramento sia alla persona debitrice che alla banca o alla Posta, presso cui ha il proprio conto il debitore, per un importo pari alla somma indicata nell'atto + il 50%.

Fatto ciò, la banca o la Posta, ricevuto l'atto di pignoramento procede subito con:

  • il blocco delle somme sul conto corrente fino a nuove disposizioni da parte del giudice;
  • dichiarare al creditore, di aver proceduto a pignorare le somme e di averle rese disponibili sul conto corrente.
  • versare le somme pignorate al creditore, dopo l'ok da parte del giudice.

Il discorso che abbiamo fatto finora, però, non vale per il Fisco.

Infatti, quando siamo difronte ad una cartella esattoriale emessa magari da Equitalia, o quando sarà dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione, la procedura cambia, in quanto non occorre l'autorizzazione del giudice.

Dunque cosa cambia in realtà con le nuove disposizioni?

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