Esempi pratici di pignoramento del conto corrente del debitore su cui vengono accreditati la pensione o lo stipendio

Supponiamo che l'importo della pensione accreditata sul conto corrente del debitore sia di 2000 euro ed il conto presenti una disponibilità, dopo l'accredito, pari a 3000 euro (sul conto corrente c'erano già depositati mille euro). Se il pignoramento è azionato da Equitalia (o altri Concessionari della riscossione agenti per conto di enti locali) il prelievo può interessare solo mille euro (l'importo dell'ultima pensione accreditata, pari a duemila euro, risulta impignorabile e deve essere lasciato nella disponibilità del debitore esecutato).

Nelle stesse ipotesi, qualora il creditore proceda per crediti di natura alimentare o ordinaria e l'accredito della pensione avvenga in data anteriore alla notifica (alla banca/Poste Italiane e al debitore) del provvedimento esecutivo, il prelievo potrà interessare solo 1500 euro (altrettanti, equiparati nel nostro esempio esplicativo a tre volte l'importo dell'assegno sociale, sono impignorabili e dovranno rimanere in conto corrente nella piena disponibilità del debitore esecutato).

Se invece, sempre relativamente a debiti di natura alimentare o ordinaria, l'accredito della pensione (duemila euro) avviene in data coincidente o posteriore alla notifica (alla banca/Poste Italiane e al debitore) del provvedimento esecutivo e prima che la banca (o l'ufficio postale) disponga il blocco del conto corrente, il prelievo potrà interessare solo mille euro (quelli in giacenza prima dell'accredito), mentre l'importo della pensione accreditata, pari a duemila euro, dovrà essere lasciato a disposizione del pensionato esecutato.

Dopo il blocco del conto corrente da parte del terzo pignorato (banca o Poste Italiane) l'accredito della pensione non andrà a buon fine. Il debitore pensionato potrà comunicare all'INPS le nuove coordinate (IBAN) su cui depositare il rateo mensile ed il creditore dovrà necessariamente procedere al pignoramento della pensione presso l'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale tenendo conto di quanto disposto dall'articolo 545 del Codice di procedura civile e, in particolare, dell'impignorabilità del nuovo minimo vitale. (si legga, a proposito, questo articolo).

Supponiamo, ancora, che l'importo dello stipendio accreditato sul conto corrente del debitore sia di 2000 euro ed il conto presenti una disponibilità, dopo l'accredito, pari a 4000 euro (sul conto corrente c'erano già depositati duemila euro). Se il pignoramento è azionato da Equitalia (o altri Concessionari della riscossione agenti per conto di enti locali) il prelievo può interessare solo duemila euro (l'importo dell'ultimo stipendio accreditato, pari a duemila euro, risulta impignorabile e deve essere lasciato nella disponibilità del debitore esecutato).

Nelle stesse ipotesi, qualora il creditore proceda per crediti di natura alimentare o ordinaria e l'accredito dello stipendio avvenga in data anteriore alla notifica (alla banca/Poste Italiane e al debitore) del provvedimento esecutivo, il prelievo potrà interessare solo duemila e 500 euro (mille e 500 euro, equiparati nel nostro esempio esplicativo a tre volte l'importo dell'assegno sociale, sono impignorabili e dovranno rimanere in conto corrente nella piena disponibilità del debitore esecutato).

Se invece, sempre relativamente a debiti di natura alimentare o ordinaria, l'accredito dello stipendio (duemila euro) avviene in data coincidente o posteriore alla notifica (alla banca/Poste Italiane e al debitore) del provvedimento esecutivo e prima che la banca (o l'ufficio postale) disponga il blocco del conto corrente, il prelievo potrà interessare solo duemila euro (quelli in giacenza prima dell'accredito), mentre duemila euro dovranno essere lasciati a disposizione del debitore esecutato.

Dopo il blocco del conto corrente da parte del terzo pignorato (banca o Poste Italiane) l'accredito dello stipendio non andrà a buon fine. Il debitore, lavoratore dipendente, potrà comunicare al datore di lavoro le nuove coordinate (IBAN) su cui depositare la retribuzione mensile ed il creditore dovrà necessariamente procedere al pignoramento dello stipendio presso il datore di lavoro, tenendo conto di quanto disposto dall'articolo 545 del Codice di procedura civile. (si legga, a proposito, questo articolo).

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