Pignoramento quinto e conto corrente bloccato

Sono due mesi che ho il contocorrente bloccato e un pignoramento di un quinto dello stipendio causa un provvedimento che il giudice di pace mi ha fatto pervenire

Sono 2 mesi che ho il contocorrente bloccato e un pignoramento di 1/5 dello stipendio causa un provvedimento che il giudice di pace mi ha fatto pervenire.

La motivazione, un assegno di 5000 euro che nel 2004 il mio ex compagno mi diede per aiutarmi con dei lavori edili. Il tutto è stato fatto in via cautelativa in attesa di una decisone del giudice, dato che un accordo tra me e il mio ex non c'è stato.

Dato che non posso praticamente vivere con il mio stipendio dato che ho un mutuo e mi viene accreditato nel contocorrente, sto elemosinando soldi tra amici e parenti e per quanto il mio legale faccia notare che per legge io devo avere un "minimu vitale "per vivere, il giudice in questi giorni ha rimandato la decisione di altri 45 giorni.

Come posso venirne fuori? Può un giudice scavalcare una legge che mi tutela senza una concreta motivazione?

Il minimo vitale deve essere garantito in presenza di pignoramento e cessione del quinto regressa

Rispetto naturalmente il parere del suo avvocato. Ma, il minimo vitale (circa 430 euro) deve essere garantito in presenza di pignoramento e cessione del quinto pregressa e crediti alimentari dovuti per disposizione giudiziale.

Le faccio un esempio, nel tentativo di spiegarmi meglio.

Supponiamo che io guadagni 700 euro netti al mese; che sul mio stipendio gravi una cessione del quinto di 140 euro e che io sia obbligata a versare alimenti al mio ex per altri 60 euro.

Se un creditore si presentasse al giudice per un pignoramento del quinto, il giudice gli potrebbe al massimo concedere 70 euro di rateo mensile, in quanto egli deve per legge garantire il minimo vitale di sussistenza al debitore. Minimo vitale che, appunto, di norma è quantificato intorno ai 430 euro mese.

Ma, affrontiamo il caso in cui io percepisca uno stipendio sempre pari a 700 euro netti al mese e debba pagare un mutuo con rate mensili di 300 euro oltre a rimborsare un prestito personale che assorbe altre 300 euro.

In questo caso il creditore che si rivolgesse al giudice otterrebbe un pignoramento di 140 euro. Infatti, non verrebbe, in tale scenario, violato alcun limite di pignorabilità. Il minimo vitale è garantito al netto di cessioni, debiti alimentari e pignoramenti pregressi.

27 settembre 2012 · Ornella De Bellis

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