La verità sull'acceso alle banche dati telematiche da parte dell'agente della riscossione a partire dal 1 luglio 2017

Ecco la verità sull'acceso alle banche dati telematiche da parte dell'agente della riscossione a partire dal 1 luglio 2017.

Come accennato, elemento di novità potrebbe essere composto dal fatto che Agenzia Entrate – Riscossione, sommando in sé la defunta Equitalia e l'Agenzia delle entrate, in base al citato articolo 3 del DL 193/2016 a decorrere dal 1° gennaio 2017, l'Agenzia delle entrate può utilizzare le banche dati e le informazioni alle quali è autorizzata ad accedere sulla base di specifiche disposizioni di legge, anche ai fini dell'esercizio delle funzioni relative alla riscossione nazionale di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2
dicembre 2005, n. 248.2. All'articolo 72-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, dopo il comma 2-bis, è inserito il seguente: «2-ter. Ai medesimi fini previsti dai commi precedenti, l'Agenzia delle entrate (( acquisisce )) le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego, accedendo direttamente, in via telematica, alle specifiche banche dati dell'Istituto nazionale della previdenza sociale
.

Il nuovo agente della riscossione, potrà dunque accedere ai dati delle anagrafi tributarie per individuare agevolmente i crediti presso terzi, tra cui i conti correnti bancari.

Ma, attenzione, anche questa facoltà è una facoltà già nota, e concessa ad ogni creditore munito di titolo che, nei modi previsti dalla legge, voglia chiedere visura all'anagrafe tributaria dei beni del suo debitore insolvente.

Sostanzialmente, riteniamo che la situazione per il debitore tipico non sia destinata a cambiare: Agenzia Entrate – Riscossione subentra in ogni potere, facoltà e funzione di Equitalia, con la medesima efficacia e gli stessi obiettivi.

12 giugno 2017 · Andrea Ricciardi

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