Procedure praticabili per l'esecuzione su bene pignorato appartenete alla comunione quando uno solo dei coniugi è debitore - la necessità di aggredire il bene per l'intero

Per l'esecuzione sul bene pignorato compreso nella comunione legale, quando uno solo dei due coniugi è il debitore esecutato, si profilano almeno tre ipotesi ricostruttive alternative:

  1. la necessità di aggredire il bene per l'intero;
  2. la facoltatività dell'aggressione per la sola metà;
  3. l'indispensabilità dell'aggressione per una sola metà.

Va subito precisato che ciascuna di tali soluzioni presta il fianco ad inconvenienti ed intrinseche aporie, comunque non dando luogo a conclusioni assolutamente impeccabili dal punto di vista della coerenza sistematica: unico partito pare allora, ribadita l'intangibilità in questa sede del punto di partenza sulla definizione della comunione legale quale comunione senza quote, quello di individuare l'ipotesi ricostruttiva più coerente con le premesse e dalle conseguenze meno incongruenti, se non pure dalla minore negatività delle ricadute pratiche ed operative.

Orbene, ammettere un'espropriazione, in via obbligatoria od anche in via meramente facoltativa, per la sola quota della metà, a prescindere dall'astratta configurabilità di una quota nel perdurare della comunione, significherebbe applicare l'articolo 599 seguenti cod. proc. civ., e quindi, con un sostanziale stravolgimento dell'istituto della comunione legale, consentire, almeno in astratto (potendo in contrario notarsi che comunque oggi, dopo le riforme del 2005-06, esito normale di un'espropriazione di quote indivise è il giudizio di divisione, quella endoesecutiva, che a sua volta comporta la vendita del bene appunto per l'intero), l'assegnazione della "quota" del coniuge debitore in proprio anche ad estranei o, peggio ancora, la sua vendita giudiziaria, anche in tal caso con l'introduzione, all'interno di un bene che per definizione è restato all'interno della comunione legale, di un estraneo a quest'ultima.

D'altra parte, se un bene non è diviso in quote non può il creditore pignorarne una quota soltanto, perchè si attribuirebbe in tal modo al pignoramento una impossibile funzione di costituzione di diritti reali di contenuto o estensione prima insussistenti; e senza poi considerare che, quand'anche potesse ammettersi l'espropriazione della metà del bene in comunione legale, anche una cosiffatta quota della metà sarebbe, di per sé sola considerata, rientrante a sua volta nella comunione legale, tanto che i problemi si riproporrebbero anche per tale limitato oggetto dell'espropriazione.

Vanno quindi sicuramente escluse le ipotesi indicate sub b) e c).

Quindi, l'assenza di quote e soprattutto l'impossibilità che, quand'anche a seguito dell'espropriazione e limitatamente ad un bene, della comunione legale entri a far parte un estraneo (cioè colui che della "quota" eventualmente da sé sola espropriata divenga aggiudicatario o assegnatario) impongono di qualificare come sola legittima l'opzione ricostruttiva della necessità di sottoporre, per il credito personale verso uno solo dei coniugi, il bene a pignoramento per l'intero, nei limiti dei diritti nascenti dalla comunione legale.

6 gennaio 2012 · Loredana Pavolini

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su procedure praticabili per l'esecuzione su bene pignorato appartenete alla comunione quando uno solo dei coniugi è debitore - la necessità di aggredire il bene per l'intero.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • Casalinga 22 gennaio 2013 at 11:11

    Gentili, leggendo il vostro interessantissimo blog, mi sovviene un dubbio. Io sono sposata in regime di separazione legale dei beni. La casa è intestata a me, così come le macchine. Mio marito, per problemi legati alla sua impresa, ha contratto dei debiti che non siamo in grado di saldare. Volevo capire se c'è la possibilità che mi vengano pignorati mobili ed elettrodomestici. Premetto che gli unici mobili che non sono stati comperati a nome mio sono alcuni cimeli di famiglia di antiquariato (mobili). Grazie per l'aiuto.

    • Annapaola Ferri 22 gennaio 2013 at 11:52

      In linea generale la separazione dei beni può essere fatta valere nei confronti dei creditori di suo marito se, e solo se, essa risulta annotata a margine dell'atto di matrimonio. In questa ipotesi i creditori di suo marito potrebbero procedere nei suoi confonti, coniuge in separazione dei beni del debitore se, e solo se, riuscissero a dimostrare che gli obblighi di suo marito sono stati assunti nell'interesse della famiglia (e non dell'impresa).

      La rimando a questo articolo: Separazione dei beni – è opponibile al creditore solo se annotata sull'atto di matrimonio.

      Comunque, tutti i beni di cui lei non possiede fatture d'acquisto, ubicati presso la residenza del debitore, potranno essere pignorati dall'ufficiale giudiziario.

    • Casalinga 22 gennaio 2013 at 12:08

      La ringrazio di cuore per la rapida risposta. Il vostro lavoro è una luce importante in questo periodo in cui tanti Italiani si trovano a confrontarsi con questioni così complesse. Un caro saluto e grazie ancora.

    1 2