La procedura del pubblico incanto con cui Equitalia può assegnare la vostra casa allo Stato

Innanzitutto, l'Agente della riscossione deve effettuare il primo incanto, ovvero l'asta, entro 200 giorni dal pignoramento e gli incanti successivi entro un intervallo minimo di 20 giorni.

Se con il primo incanto non si riesce a vendere l'immobile pignorato per mancanza di offerte valide, si procede al secondo incanto nel giorno fissato dall'avviso di vendita e con un prezzo base inferiore di un terzo rispetto a quello precedente.

Qualora si debba procedere a un terzo incanto, il prezzo base sarà inferiore, ancora, di un terzo rispetto a quello del precedente incanto.

Dopodiché, in caso di mancata vendita anche al terzo incanto, Equitalia, sempre (ed esclusivamente) se procede per entrate tributarie dello Stato, nei 10 giorni successivi, può chiedere al giudice dell'esecuzione l'assegnazione diretta dell'immobile allo Stato per il prezzo base del terzo incanto.

In pratica, con questa richiesta la casa del contribuente passa automaticamente in proprietà dello Stato. Risultato: il debitore dovrà fare le valigie e andare via al più presto. Unica consolazione, se il valore del terzo incanto è superiore rispetto al debito maturato dal contribuente, a quest’ultimo sarà dovuto il pagamento della differenza.

Da notare, però, come noto, che i valori catastali degli immobili non rispecchiano mai il loro effettivo valore di mercato: ciò vuol dire che il prezzo di base dell'asta parte già ridotto rispetto a quello effettivo del bene. Se poi si sommano i successivi ribassi di due terzi, lo Stato ha sicuramente la possibilità di acquisire un immobile a buon mercato.

In questa fase, ormai, l'ufficiale della riscossione non può che prenderne atto e dispone l'assegnazione della casa allo Stato, fissando un termine per il versamento del prezzo, non inferiore a sei mesi.

In caso di mancato versamento del prezzo di assegnazione nel termine, il processo esecutivo si estingue salvo che Equitalia, entro i 30 giorni dopo la scadenza di tale termine, non dichiara di voler procedere a un quarto incanto per un prezzo base inferiore di un terzo rispetto a quello dell'ultimo incanto. Ma se neanche a tale incanto vengono formulate nuove offerte, il processo esecutivo si estingue definitivamente.

In parole povere, a meno che Equitalia chieda l'assegnazione della casa pignorata dopo il terzo incanto, si può procedere al massimo ad un quarto incanto. Se neanche in tale caso si presentano offerenti, il pignoramento si chiude e il debitore viene liberato.

Ricordiamo ancora una volta che la possibilità per Equitalia di chiedere l'assegnazione della casa non è prevista nel caso in cui proceda per somme che non sono entrate tributarie dello Stato.

22 gennaio 2015 · Andrea Ricciardi

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