Pignoramento dei beni del debitore presso casa d'altri [Commento 1]

  • fulvia 17 settembre 2013 at 10:58

    salve vorrei porre un quesito. Ho un amica che vive con un ragazzo che deve cifre consistenti ad equitalia. Questo ragazzo è nullatenente non possiede nulla mentre la mia amica è proprietaria di beni immobili. Lui però non
    ha la residenza a casa della mia amica risiede nella stessa via ma ad un altro numero civico in una caa dove adeso vivono altre persone. Ora vorrei chiedere se l ‘ ufficiale giudiziario dovesse venire a sapere che vive dalla mia amica lei potrebbe trovari nei guai? Invece la famiglia dove risiede a cosa va incontro? E se si toglie la residenza da
    quella casa esiste un ente pubblico che gli può dare una residenza visto che la mia amica non può

    • Ludmilla Karadzic 17 settembre 2013 at 11:20

      Difficile che l'ufficiale giudiziario si rechi a casa della sua amica per escutere il ragazzo debitore, se questi ha la residenza altrove. Ma, ammesso e non concesso che ciò accadesse, il massimo che potrebbe capitare alla sua amica è il vedersi pignorare qualche mobile e qualche elettrodomestico, fra quelli non soggetti ad impignorabilità. In queste circostanze, infatti, si fa ricorso al concetto giuridico di presunzione legale di proprietà: si presume, cioè, che tutto quello è rinvenibile nella casa dove vive il debitore sia di proprietà del debitore.

      Ad onor del vero va anche aggiunto che, di norma, Equitalia non escute tramite pignoramento presso la residenza o il domicilio del debitore. Si tratta, infatti, di una procedura assai poco efficace e comporta spese (custodia beni pignorati) che il creditore deve comunque anticipare.

      Certamente i beni immobili, i conti correnti ed i veicoli di proprietà della sua amica, se è questo che voleva sapere, sono al riparo delle azioni esecutive promosse da Equitalia nei confronti del ragazzo convivente debitore.

      Se, invece, la sua amica volesse comunque convivere con il ragazzo debitore senza correre il rischio di vedersi espropriata l'argenteria, allora la soluzione migliore è quella di stipulare un contratto di comodato per locali ed arredi (per l'intero appartamento o anche solo per una stanza) da registrare presso l'Agenzia delle Entrate. L'ufficiale giudiziario zelante pignorerebbe lo stesso cucchiai e forchette (così prescrive Cassazione), ma la liberazione dei beni potrebbe avvenire in breve tempo con una opposizione all'esecuzione documentalmente supportata dal contratto registrato in data anteriore al pignoramento.

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