Pignoramento stipendio ed assegni familiari per mantenimento

Assegno mantenimento e pignoramento stipendio

Sono separato e devo corrispondere un assegno di mantenimento di 700 euro mensili, versato solo per alcuni mesi in quanto non avevo più il reddito dichiarato da me e dalla ex moglie. Infatti lei mi ha tolto gli assegni familiari e li ha presi lei.

Da premettere che il mio avvocato non mi ha difeso bene, ma non importa. Sono in torto, io prendevo da febbraio 2007 circa 800 euro netti al mese. Bene io ho la cessione del quinto pari a euro 267, la delega pari 187 euro con tutti gli aumenti percepisco quasi 900 euro mettendo i salari accessori arrivo quasi a 1200.

Da maggio 2010 oltre la cessione la delega il 50% del mio stipendio netto comprensivi di salari accessori praticamente io non devo mai andare in ferie, non devo prendere riposi per mantenere un stipendio netto di 600 euro tolto tutto vorrei capire se tutto ciò è legale o no.

Il pignoramento del quinto avviene sulla paga base - Al netto delle ritenute di legge e di eventuali voci stipendiali accessorie

Il pignoramento del quinto dello stipendio deve avvenire sulla paga base, al netto delle ritenute di legge e di eventuali voci stipendiali accessorie come straordinari, rimborsi relativi a ferie non godute e/o festività soppresse, indennità di turno, di mensa, per lavori speciali, premi di produzione e via discorrendo.

Queste voci, infatti, non rivestono continuità temporale e non possono, pertanto, essere oggetto di assegnazione attraverso il pignoramento del quinto, la cui quota, per contro, deve essere prelevata mensilmente.

Nel caso specifico, a fronte di uno stipendio netto base di 900 euro mensili, e nell'ipotesi che la cessione (267 euro mensili) ed il prestito delega (con rimborso di 187 euro mensili) siano stati conseguiti prima della separazione di fatto fra i coniugi, non ci sarebbe effettiva capienza per un pignoramento riconducibile ai crediti alimentari vantati dall'ex coniuge.

Va anche aggiunto, tuttavia, che alcuni giudici escludono il prestito delega dal calcolo finalizzato a determinare la quota capiente assegnabile ad un successivo pignoramento, specie se questo avviene per crediti alimentari vantati dall'ex coniuge.

Volendo escludere, allora, il prestito delega dal computo, si rileva che il pignoramento per crediti alimentari può interessare al massimo 183 euro mensili (metà dalle paga base - quota mensile ceduta).

Se l'assegno alimentare di 700 euro mensili è stato quantificato dal giudice in sede di separazione legale, lei può chiederne una revisione, in conseguenza alle mutate condizioni economiche in cui versa.

Oppure, può corrispondere l'importo all'incirca indicato, in attesa che la sua ex moglie, qualora ritenga di essere stata lesa nei propri diritti, proceda giudizialmente per ottenere decreto ingiuntivo finalizzato al pignoramento dello stipendio percepito dall'ex marito.

In quella sede il giudice potrà sentire sia lei che il datore di lavoro e decidere con cognizione di causa.

24 ottobre 2012 · Tullio Solinas

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