Quando lo stato pignora i nostri animali domestici

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Pignoramento animali domestici - Si può fare?

Sono Mariuccio da Catanzaro e vorrei chiedervi alcune informazioni. L'altra sera, guardando una nota trasmissione televisiva, ho sentito un'affermazione che mi ha shoccato.

Un ufficiale giudiziario, stava rispondendo ad alcune domande riguardo i beni pignorabili.

Ad un certo punto, ha dichiarato che anche gli animali domestici, quali cani e gatti, possono essere soggetti a pignoramento.

Sono rimasto basito.

Vorrei chiedervi, ma è possibile una cosa del genere?

Spero tanto si sia sbagliato!

Pignoramento animali domestici - Il quadro

Gli animali domestici, dal punto di vista del nostro ordinamento giuridico, sono dei beni, delle cose, e nessuna tutela in quanto esseri dotati di sentimenti è loro riconosciuta.

Basti pensare che in caso di maltrattamento il reato che viene individuato dalla Legge è quello in funzione del sentimento per gli animali e non degli animali stessi.

Insomma l’oggetto da tutelare è il sentimento dell'uomo verso il proprio animale che può essere scosso da un eventuale maltrattamento.

Quindi, partendo da questo presupposto i nostri animali ad oggi sono, in teoria, a rischio di pignoramento.

Pignoramento animali domestici - Norme e Sentenze

La Convenzione di Strasburgo nel 1967, firmata anche dall'Italia, stabilisce che l’uomo ha l’obbligo morale di rispettare tutte le creature viventi, ed in considerazione dei particolari vincoli esistenti tra l’uomo e gli animali da compagnia e considerando l’importanza degli animali da compagnia a causa del contributo che essi forniscono alla qualità della vita e dunque il loro valore per la società.

Per quanto riguarda il nostro ordinamento giuridico, invece, l'articolo 514 del Codice di Procedura Civile, che tratta dei beni esclusi dal pignoramento (impignorabili), non parla di animali domestici, stabilendo che: Oltre alle cose dichiarate impignorabili da speciali disposizioni di legge [545

(1), non si possono pignorare:

  1. le cose sacre e quelle che servono all'esercizio del culto (2);
  2. l'anello nuziale, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli per la consumazione dei pasti con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero, le stufe ed i fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, la lavatrice, gli utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli, in quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi; sono tuttavia esclusi i mobili, meno i letti, di rilevante valore economico anche per accertato pregio artistico o di antiquariato;
  3. i commestibili e i combustibili necessari per un mese al mantenimento del debitore e delle altre persone indicate nel numero precedente;
  4. gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l'esercizio della professione, dell'arte o del mestiere del debitore (3)

    ;

  5. le armi e gli oggetti che il debitore ha l'obbligo di conservare per l'adempimento di un pubblico servizio;
  6. le decorazioni al valore, le lettere, i registri e in generale gli scritti di famiglia, nonché i manoscritti, salvo che formino parte di una collezione.

Per il resto, all'articolo 513 cpc, sono dichiarate pignorabili tutte le “cose” del debitore, quindi i beni suscettibili di valutazione economica.

Bisognerebbe quindi attribuire, innanzitutto, un valore economico agli animali domestici, per poi poter discutere sulla loro pignorabilità.

Questo, potrebbe andar bene per gli animali da stalla, ma è assolutamente improbabile nel caso di animali da compagnia che spesso hanno, per il proprietario, un valore esclusivamente affettivo.

C'è inoltre, un'altra scappatoia.

Si chiama ritorsione sull’affetto e vieta a un ufficiale giudiziario di pignorare tutte quelle cose che possano avere un valore affettivo, per evitare che l’azione di pignoramento diventi una sorta di ritorsione psicologica sul debitore.

Inoltre, è bene citare una sentenza della Corte di Cassazione, che con il decreto del 13-03-2013, in materia di affidamento di animali domestici, ha sancito che. L’animale non può essere più collocato nell’area semantica concettuale delle “cose” dovendo essere riconosciuto come “essere senziente”. Non essendo l’animale una «cosa», bensì un essere senziente, è legittima facoltà dei coniugi - in sede di separazione - quella di regolarne la permanenza presso l’una o l’altra abitazione e le modalità che ciascuno dei proprietari deve seguire per il mantenimento dello stesso.

Una pronuncia che va addirittura in controtendenza con quanto stabilito dal nostro, retrogrado, ordinamento giuridico.

Pignoramento animali domestici - Applicabilità

Se ciò che ha affermato l’Ufficiale giudiziario durante la trasmissione che lei ha citato, è da considerarsi assolutamente veritiero ed astrattamente possibile, le argomentazioni precedentemente trattate, mostrano come un pignoramento su di un animale domestico possa risultare assolutamente illegittimo e quindi impugnabile davanti ad un Giudice.

Quindi, in realtà la pignorabilità degli animali domestici risulta essere assolutamente poco applicabile e riconosciuta, almeno nel caso di animali da compagnia come i cani e gatti.

Pignoramento animali domestici - Quando Fido viene pignorato

Ma cosa succederebbe nel caso ipotetico in cui bussasse l’ufficiale giudiziario alla porta ed il nostro amore peloso, addirittura fornito di pedigree, venisse portato via per essere venduto all'asta per il recupero di una multa che abbiamo dimenticato di pagare?

In caso di pignoramento il cane può essere lasciato in custodia al suo proprietario o essere asportato e dato in custodia a terzi che percepiranno un’indennità spesso superiore al valore dell'animale con intuibile spreco di denaro pubblico e senza che il proprietario possa vigilare sulle sorti del suo animale.

Al pari di un’auto usata, quindi, è venduto all'asta e, dopo aver vissuto in una famiglia come un suo componente, finisce in mani sconosciute che da allora in poi decideranno del suo destino, tranciando ogni legame con la sua vita precedente.

Riguardo a questo tema, vale la pena di leggere la commovente storia riportata, tempo addietro dal collega Simone di Saintjust.

Pignoramento animali domestici - Conclusioni

Comunque, bisogna rilevare che, in Italia, nel 42% delle famiglie italiane, c’è un animale domestico.

In questo periodo di crisi che pare non avere mai fine assolve anche alla funzione sociale di ammortizzatore emotivo per tante famiglie in cui si rinuncia a tutto, ma non a tenere con sé un animale che è lì, con il suo amore incondizionato, a compensare mille ferite, chiedendo in cambio solo una ciotola, una casa e qualche passeggiata.

Il riconoscimento dell'animale come essere senziente è un passo fondamentale anche nel riconoscimento dei suoi diritti e della conseguente tutela giuridica.

In uno dei cassetti polverosi in cui finiscono i progetti di legge c’è anche quello che prevede l’introduzione di norme che dovrebbero disciplinare nell’ambito della separazione l’affido ad uno dei coniugi del “figlio” peloso di casa, mediante il ricorso ad una CTU in grado di stabilire quale dei coniugi, indipendentemente dall'intestazione del pedigree, sia in gardo di garantirgli il miglior benessere, visto che per lui non è possibile prevedere la condivisione.

Gli animali domestici, inoltre, sono entrati anche nel nuovo redditometro perché considerati “indici di spesa” e la loro gestione e cura è affidata esclusivamente ai loro padroni per i quali peraltro vi è una soglia abbastanza bassa di deducibilità delle costose spese veterinarie completamente a carico dei proprietari dato che non esiste ancora una “mutua” per cani, gatti.

Tutto questo cade in quanto, stando a quando detto nella trasmissione, potrebbe arrivare un ufficiale giudiziario a pignorare il nostro amato animale, un nostro familiare.

Ma, gli argomenti citati precedentemente, possono portare a considerare un pignoramento su un animale domestico come illegittimo e, quindi, impugnabile davanti ad un giudice.

E se anche lui dovesse essere favorevole a questa pratica inumana, la questione meriterebbe di approdare davanti a una Corte Internazionale.

Accade a Venezia - pignorato chihuahua a miliardaria americana che per riavere il cane paga il riscatto (conversione del pignoramento)

Le hanno pignorato, per un disguido economico, l'amato cagnolino. Questa la disavventura capitata, nei giorni scorsi, a una ricca signora americana ottantenne L.G.. La donna ora è in un momento di difficoltà a causa della crisi economica e al Lido mantiene, da tanti anni, una seconda casa dove trascorre un periodo durante le vacanze estive.

Un caso paradossale quello capitatole che non mancherà di far discutere amanti degli animali. La donna americana, pensionata, nei giorni scorsi, si è vista notificare l'avvio del procedimento nei confronti di Skippy, un chihuahua. Il fedele compagno, che le ha tenuto compagnia in questi ultimi anni rischiava di finire all'asta. Si tratta di un esemplare di razza con ricercatissimo pedigree, un animale di un certo valore di mercato. Del resto Skippy ha già vinto alcuni premi di bellezza canina in concorsi internazionali a Londra e Parigi.

Conosciuto il provvedimento l’anziana signora ha subito presentato opposizione e pagato intanto circa duemila euro per evitare di mettere a rischio l'amato animale. All'origine del provvedimento pare ci sia il mancato pagamento dell'affitto di una villa all'estero che la signora si era "dimenticata" di avere per un canone complessivo di circa duecentomila euro. La giustizia stavolta nell'elenco dei beni pignorabili, ha messo anche Skippy. Il cane, almeno per i lidensi,(ma la fama ha sorpassato i confini dell'isola) non è uno "qualunque". Si tratta di una creatura famosa non fosse altro perché la facoltosa padrona era solita dedicare al cagnolino, quando compiva gli anni, una strepitosa festa.

Fino a qualche anno fa (adesso la struttura è chiusa per una ristrutturazione che sembra piuttosto laboriosa) tutto veniva organizzato al famoso hotel Des Bains del Lido. Una manifestazione con tanto di torta finale e, in un'occasione particolare, anche dei fuochi d'artificio che (accadeva qualche anno fa) avevano stupito e incantato molti lidensi in riva al mare. Fu solo il giorno seguente a quel tripudio milionario che molti scoprirono che quella festa era stata organizzata per un cane, anche se famoso e importante come Skippy. La vicenda del "pignoramento" di un cane, un cane di razza - come fosse un televisore o un divano a finire tra i beni oggetto di pignoramento - è destinata a far discutere e molto.

La Convenzione di Strasburgo nel 1967 ha definito che "l'uomo ha l'obbligo morale di rispettare tutte le creature viventi, ed in considerazione dei particolari vincoli esistenti tra l'uomo e gli animali da compagnia e considerando l'importanza degli animali da compagnia a causa del contributo che essi forniscono alla qualità della vita e dunque il loro valore per la società". Ma l'animale è, dal punto di vista giuridico, una «res», una cosa, e come tale è considerata, appunto, un bene pignorabile, a prescindere dal rapporto affettivo che può essersi creato tra un cane e il suo referente umano.

da il Messaggero.it

26 aprile 2013 · Andrea Ricciardi

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