Le polizze vita del tipo "due linked life policies" sono pignorabili

Come se non bastasse, con la Sentenza numero 1107/10 del 11/6/2010, il Tribunale di Parma ha ritenuto inapplicabile alle polizze vita del tipo "due linked life policies" il divieto di pignorabilità di cui all'articolo 1923 del codice civile, attesa la natura esclusivamente finanziaria delle stesse, in quanto non apparivano preordinate a soddisfare bisogni di natura previdenziale, cioè i bisogni “legati all'età post lavorativa o derivanti dall'evento morte di colui che percepisce reddito dei quali anche altri si avvalga”.

Segnatamente, il Tribunale di Parma ha valorizzato i seguenti elementi nel ritenere che, nel caso di specie, le polizze vita del tipo "due linked life policies" costituissero dei veri e propri contratti di finanziamento (con conseguente, ritenuta, inapplicabilità del citato articolo 1923 del codice civile, che, come noto, costituisce una deroga all'articolo 2740 del codice civile):

  1. le polizze vita potevano essere riscattate in qualsiasi momento e nulla garantivano per l'assicurato, nemmeno il rientro del valore investito;
  2. i premi delle polizze vita erano stati corrisposti con versamento unico (tipico degli investimenti finanziari), diversamente da quanto avviene per le polizze previdenziali che prevedono solitamente il versamento periodico di un premio;
  3.  una delle due polizze vita aveva una durata fissa (e, precisamente, una durata di 6 anni e 4 mesi), a differenza delle polizze previdenziali, che, per lo più, vengono stipulate in relazione alla durata della vita intera della parte assicurata o beneficiaria;
  4.  la redditività delle due polizze vita era esclusivamente legata a fenomeni di tipo finanziario e, segnatamente, in un caso, al valore dell'indice azionario Dow Jones e, nell'altro caso, al rendimento di un fondo;
  5.  la redditività delle due polizze vita sarebbe anche potuta mancare in caso di negatività dei riferimenti finanziari, a differenza di quanto avviene nelle polizze sulla vita genuine, nelle quali è garantita, quantomeno, la restituzione integrale del capitale nominale .

La lettura della Sentenza ribadisce che i prodotti assicurativi di investimento “assolvono più a funzione di investimento di capitali che alla funzione di una tutela previdenziale” e conseguentemente “ne accerta e dichiara la pignorabilità”.  Trattandosi di una sentenza di primo grado sono naturalmente aperte le più svariate possibilità di diverso giudizio nei gradi successivi, se e quando vi si ricorrerà.

13 dicembre 2011 · Rosaria Proietti

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