Pignorabilità dello stipendio o della pensione – Debiti erariali e debiti finanziari

Sono un pensionato inps, percepisco una pensione di 1350 euro al mese netto; per un debito verso l’erario mi e' stato pignorato un quinto della pensione, ma precedentemente avevo richiesto un prestito presso una finanziaria che al momento non sono piu' in grado di pagare, in seguito alla decurtazione del quinto. Il mio nucleo familiare e' composto da me e mia moglie, a mio carico.

Vorrei sapere se la finanziaria puo' pretendere un ulteriore pignoramento sulla mia pensione, oltre al quinto gia' impegnato.

Risponde Antonio Iuri Donati

No, la finanziaria dovra' “mettersi in coda” ed aspettare che il pregresso pignoramento si sia esaurito.

Se puo', questo e' il momento opportuno per chiedere un saldo a stralcio del debito, oppure un accordo transattivo per la decurtazione della rata mensile.

Risponde Mara Accursi

Io non sono d’accordo.

La Finanziaria 2005 (legge 311/04) ha definitivamente equiparato le disposizioni relative alla pignorabilita' degli stipendi privati e di quelli pubblici.

Per questi ultimi ricordiamo che gia' da tempo e' stata abolita la regola di assoluta impignorabilita' a seguito di varie pronunce della Corte Costituzionale (sentenze numero 89/1987 e numero 878/1988).

In sostanza vige per tutti gli stipendi (nonché le gratifiche, le pensioni, le indennita', i sussidi, etc) la regola generale secondo cui essi sono impignorabili ed insequestrabili salvo queste eccezioni:

1.  se il debito riguarda alimenti dovuti per legge, e' prevista la pignorabilita' fino ad un terzo degli stipendi al netto di ritenute;

2.  se il debito e' verso lo Stato o altri enti o imprese da cui il debitore dipende, e riguarda il rapporto di impiego, e' prevista la pignorabilita' fino ad un quinto degli stipendi al netto di ritenute;

3.  se il debito riguarda tributi dovuti allo Stato, alle Province o ai Comuni dall’impiegato o salariato, e' prevista la pignorabilita' fino ad un quinto degli stipendi dello stesso al netto di ritenute.

Se concorrono simultaneamente i casi 2 e 3 il pignoramento non puo' colpire una quota totale maggiore del quinto gia' detto, mentre se concorre anche il caso 1 il pignoramento non puo' colpire una quota maggiore della meta' degli stipendi al netto di ritenute.

È da precisare, per quanto previsto dal codice di procedura civile, che la quota oggetto di pignoramento e' decisa dal presidente del Tribunale o da un giudice da questi delegato.

Da quanto sopra esposto, dunque, la pignorabilita' di un quinto dello stipendio, nella generalita' dei casi, dovrebbe essere concessa solo per crediti erariali.

Proprio quelli che Equitalia e' delegata a riscuotere.

Ma, i legislatori hanno tralasciato di apportare le successive coerenti modifiche a quanto disposto dall’articolo 545 del codice di procedura civile laddove sancisce che

“… Le somme dovute dai privati a titolo di stipendio, di salario di altra indennita' relative al rapporto di lavoro o di impiego … possono essere pignorate nella misura di un quinto per i tributi dovuti allo Stato, alle province e ai comuni, ed in eguale misura per ogni altro credito”.

E, dunque, la legge finanziaria e l’articolo 545 del codice di procedura civile fra loro combinati dispongono che:

1.  e' consentito il pignoramento per crediti alimentari fino all’importo di un quinto, al netto delle trattenute;

2.  per debiti verso il datore di lavoro derivanti dal rapporto nel limite di un quinto, al netto delle ritenute;

3.  per tributi dovuti all’amministrazione pubblica (Stato, province e comuni) nel limite di un quinto, sempre al netto delle ritenute.

4.  per ogni altro credito nei limiti di un quinto.

Se ne conclude che:

  • le somme dovute a titolo di stipendio o di salario sono pignorabili fino ad un limite massimo della meta' del loro ammontare solo nel caso in cui vi sia concorso simultaneo fra cause creditorie tra quelle considerate nell’articolo 545, 3º e 4º comma, codice di procedura civile: (crediti alimentari, tributi dovuti allo Stato o a enti previdenziali ed ogni altro credito diverso da quello verso privati);
  • nel caso di semplice concorso di crediti fra privati, il pignoramento non puo' superare la misura di un quinto dello stipendio” (in Giust. civ., 1998, I, 2018, ed in Nuovo dir., 1997, 1243).

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21 marzo 2010 Chiara Nicolai

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  • MAURIZIO 6 giugno 2011 at 18:25

    Buonasera, i miei genitori ultasettantenni e separati da un mese hanno subito una truffa su auto BMW rata mensile 340€ da 2 anni regolarmente pagata. La denuncia è stat fatta in Procura l’auto è finita in Polonia i ladri sono già recidivi ma ho paura che l’auto non la rivedro’ più. Anche se i miei si sono costituiti parte civile, intanto pagano rata rinegoziata a 196€ mese alla BMW di Milano Finanziaria. Valore casa per ag. entrate € 20.000 di mercato molto meno, mamma separata pensione minima volontaria,papà pensione € 1.100 invalido civile all’80% adesso se visitato anche di più. Spendono un sacco di soldi per medicine,visite mediche riscaldamento etc. Io consiglierei di nonm pagare più nulla. Quesito possono pignorare pensione di papà o fare altro?
    Grazie, attendo risposta – Cordialità Romano Maurizio – PS: Risparmi zero purtroppo.

    • cocco bill 6 giugno 2011 at 18:53

      Ciao Maurizio. Il tuo quesito andrebbe riproposto nella sezione “cartelle esattoriali e tasse” del nostro forum.

      La registrazione al forum è da noi gradita, ma non è necessaria per poter ottenere risposta.

      Potrai inserire il tuo quesito e leggere la risposta degli esperti anche come semplice ospite visitatore, non registrato.

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