Piazza Verdi a Roma - un degrado inarrestabile ...

Era da un po' che non ci occupavamo più di Piazza Verdi. La mitica piazza romana che fu set  per le riprese di numerosi film italiani di successo, su cui si affacciano ritrovi originali come il Flu café  e numerosi call center, ma soprattutto sede di istituzioni importanti quali l'Antitrust, la Consob, il Poligrafico di Stato.

Già appannaggio del clan dei bolognesi, con interessi focalizzati soprattutto nella macellazione delle carni, la piazza era stata oggetto, successivamente, delle attenzioni immobiliari dei "furbetti del quartierino".

Negli ultimi tempi, la storica piazza era divenuta un  campo di battaglia fra bande rivali. Poi, finalmente, le cosche avevano raggiunto un accordo per la spartizione del territorio.

Cosa era accaduto?  In breve, il clan facente capo alla  ‘ndrangheta calabrese -  in cambio della promessa  di  rinunciare a  qualsiasi interesse nel conflitto - aveva ottenuto l'esclusiva nella gestione dei sex call center (899) di Piazza Verdi.  La camorra, invece, dopo qualche anno profuso in  tentativi -  piuttosto mal riusciti - di riorganizzarsi per dar vita alla "nuova camorra riorganizzata" aveva scoperto una naturale propensione nelle attività di caporalato (oggi indicate come attività di gestione del lavoro interinale) ed in particolar modo nel reclutamento delle operatrici telefoniche.

Dall'incontro sinergico fra le due organizzazioni malavitose,  nacque il cartello di Piazza Verdi (nulla da invidiare a quello di Medellin) con esclusiva per i  traffici illeciti legati alla  prostituzione ed alla gestione delle telefonate erotiche  attraverso  sex call center (899), competenza territoriale rigidamente limitata all'area antistante il Poligrafico e specializzazione in pratiche sessuali "scorrette".

Le strade adiacenti erano state invece poste, già da tempo,  sotto la "protezione" di un anziano indigeno, noto nell'ambiente come "er tiburtino", con attività concentrate soprattutto nel campo del pizzo da imporre alle aziende operanti in zona.

A quanto pare, però, gli equilibri sono divenuti, in questi giorni,  nuovamente instabili. Allandrangheta, fanno gola, e non è un mistero, i traffici che fioriscono in via Martini e nelle zone limitrofe, mentre sempre più incisiva appare la pressione di un nuova agguerrita banda di delinquenti extra-comunitari che punta al monopolio delle lucrose attività legate alla prostituzione esercitata in Piazza Verdi.

Chi sono costoro? Da dove vengono, da chi sono protetti e a chi fanno capo? L'unica cosa certa è la provenienza. Si tratta di un manipolo di mercenari originari dell'Africa meridionale, più precisamente dello Zimbabwe. Gentaglia sconosciuta ai più, che fino ad oggi ha operato nella zona di Piazza Mazzini ed è assurta ai clamore della cronaca nera  perchè accusata del tentativo di omicidio di un noto giornalista televisivo.  Sicuramente  non primi attori,  solo pretoriani,  sicari al soldo di qualcuno che sta in alto e che certamente si serve di questa accozzaglia di prezzolati per puntare  direttamente ar ‘core de Roma.

Ma torniamo a noi. Quali saranno gli scenari  futuri per assicurare nuovi equilibri agli assetti delinquenziali di Piazza Verdi?

La soluzione adottata sembra essere la seguente:  Piazza Verdi verrà posta sotto l'influenza degli Zimbabwesi, ‘ndrangheta e (forse) camorra traslocheranno in via Martini mentre "er tiburtino" sarà dirottato in  zona Termini.

Non resta che attendere, nella speranza che questo non sia per Piazza Verdi l'inizio di un nuovo ... anno zero.

27 giugno 2010 · Patrizio Oliva

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