Come procedere alla redazione del piano di ristrutturazione - Il ruolo degli Organismi di Composizione delle Crisi (OCC)

Il debitore, per elaborare il piano di ristrutturazione del debito da presentare all'omologazione giudiziale, può chiedere supporto ad uno agli Organismi di Composizione della Crisi da sovraindebitamento (OCC) con sede nel circondario del Tribunale competente per territorio ed iscritto nell'apposito Registro istituito dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF).

Al momento del conferimento dell'incarico, l'organismo deve comunicare al debitore il grado di complessità dell'opera, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili fino alla conclusione dell'incarico. La misura del compenso è previamente resa nota al debitore con un preventivo, indicando per le singole attività tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi.

Il piano di ristrutturazione non ha carattere negoziale, in quanto per la sua omologazione, da parte del giudice, non occorre il consenso dei creditori (come avviene per il concordato preventivo dove è necessaria l'adesione di almeno il 60% dei creditori). A garanzia dell'interesse di questi ultimi, pertanto, l'organismo di composizione della crisi a cui il debitore si rivolge, deve allegare alla proposta di ristrutturazione del debito anche una relazione particolareggiata contenente:

  • l'indicazione delle cause dell'indebitamento e della diligenza impiegata dal consumatore nell'assumere volontariamente le obbligazioni;
  • l'esposizione delle ragioni dell'incapacità del debitore di adempiere le obbligazioni assunte; il resoconto sulla solvibilità del consumatore negli ultimi cinque anni;
  • l'indicazione della eventuale esistenza di atti del debitore impugnati dai Creditori; il giudizio sulla completezza e attendibilità della documentazione depositata dal consumatore a corredo della proposta, nonché sulla probabile convenienza del piano rispetto all'alternativa liquidatoria.

Il piano di ristrutturazione del debito deve prevedere i termini e le modalità di pagamento dei creditori, le eventuali garanzie rilasciate per l'adempimento dei debiti, le modalità per l'eventuale liquidazione dei beni; deve altresì garantire "la par condicio" fra i creditori, fermo restando il principio che i titolari di crediti impignorabili, privilegiati, tributari e contributivi debbano essere soddisfatti integralmente.

Nel caso in cui per la soddisfazione dei crediti debbano essere impiegati beni già sottoposti a pignoramento, il giudice, su proposta dell'OCC, nomina un liquidatore con potere di disporre, in via esclusiva, dei beni e delle somme incassate.

Verificata la fattibilità del piano e l'idoneità dello stesso ad assicurare il pagamento integrale dei crediti impignorabili (tipicamente quelli alimentari) e di quelli privilegiati, nonché di IVA, e contributi previdenziali, il giudice, quando esclude che il debitore abbia assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere o, abbia colposamente determinato il sovraindebitamento, anche per mezzo di un ricorso al credito non proporzionato alle proprie capacità patrimoniali, omologa il piano, disponendo per il relativo provvedimento una forma idonea di pubblicità.

2 febbraio 2015 · Ornella De Bellis

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Commenti e domande dei lettori

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  • gustavo15 25 marzo 2015 at 16:17

    Grazie signora Ferri per la sua risposta. Il garage che ho libero da ipoteche essendo un bene non immediatamente liquidabile non può essere usato come garanzia insieme al mio TFR per l'estinzione di due dei miei tre debiti?

    • Simone di Saintjust 25 marzo 2015 at 16:24

      Per utilizzare l'immobile come garanzia bisogna scrivere ipoteca e l'ipoteca costa. Il TFR, per legge, può essere dato in garanzia solo per la cessione del quinto.

      I creditori, invece, esigono liquidità per estinguere il debito. Può cercare un accordo, chiedendo il tempo necessario per la vendita del garage.

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