Fondo nazionale di sostegno per l'accesso alle abitazioni in locazione

Il Fondo nazionale di sostegno per l'accesso alle abitazioni in locazione (istituito dalla legge 9 dicembre 1998, numero 431) è stato rifinanziato con 60 milioni di euro, 30 milioni per il 2014 ed altrettanti per il 2015.

Il fondo per l'erogazione di contributi integrativi destinati al pagamento dei canoni di locazione (o anche fondo sociale per il sostegno dell'affitto) è finalizzato ad agevolare l'accesso alle abitazioni in locazione primaria sul mercato privato, riducendo l'incidenza del canone sul reddito delle famiglie in condizione economica disagiata.

Possono accedere al beneficio i conduttori di contratti di locazione, relativi ad unità immobiliari ad uso residenziale, occupate a titolo di residenza esclusiva o principale, con reddito annuo complessivo non superiore a due pensioni minime Inps, rispetto alle quali l'incidenza del canone non deve essere inferiore al 14%.

La locazione deve permanere alla data di presentazione della domanda e deve risultare da un contratto regolarmente registrato.

L'ammontare del contributo è determinato tenendo conto della situazione economica e della composizione del nucleo familiare nonché dell'ammontare del canone di locazione annuo.

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  • Carla Benvenuto 1 settembre 2013 at 07:32

    Meloni (FdI) - Fondo mutui giovani coppie già rivolto a precari

    Apprendo con soddisfazione, dopo aver letto il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri, che nel "piano casà del governo Letta il Fondo di garanzia per i mutui a favore delle giovani coppie istituito dal ministero della Gioventù quando ne ero ministro sarà incrementato di ulteriori 60 milioni di euro in aggiunta ai 50 che ero riuscita a reperire nonostante le esigue disponibilità finanziarie a disposizione del Dipartimento della Gioventù. Rimango, però , allibita nel leggere il grave errore presente nel comunicato della Presidenza del Consiglio quando afferma che la "significativa novità di questo provvedimento è l'inserimento tra i beneficiari del Fondo dei lavoratori atipicì . Ricordo al governo Letta che il fondo di garanzia per l'acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie da me istituito è attualmente rivolto solo ai lavoratori atipici e non "anchè a questi beneficiari. Il fondo prevede, infatti, che per accedervi non più del 50% del reddito complessivo derivi da contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Questa limitazione, insieme al preciso divieto alle banche di chiedere garanzie ulteriori all'ipoteca sulla casa e all'applicazione di un tasso di interesse massimo, sono state introdotte proprio per evitare che il fondo di garanzia pubblico fosse utilizzato, così come accaduto troppo spesso in passato, per concedere mutui a quei soggetti che già li avrebbero ottenuti senza l'aiuto dello Stato e non a sostenere quelle categorie economicamente deboli e reputate "non bancabili"‘. E' quanto scrive il presidente dei deputati di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, in un editoriale pubblicato sul sito http://www.fratelli-italia.it. Mi auguro si tratti solo di un errore veniale e di una sbruffonata di chi rivendica come proprio il lavoro fatto da altri. Non vorrei, però , che nelle parole dell'Esecutivo si celasse una volontà perversa, ovvero quella di rendere meno stringenti i vincoli del Fondo per venire incontro alle richieste più volte avanzate dagli Istituti di credito di utilizzare le risorse per concedere mutui anche a coloro che hanno un lavoro stabile a tempo indeterminato. Se ciò accadesse, le banche utilizzerebbero questi soldi a favore dei soggetti economicamente più solidi estromettendo di fatto tutti i giovani con contratti di lavoro atipico. Il tentativo di sottrarre ai giovani precari le risorse del Fondo per tramutarle nell'ennesima agevolazione pubblica alle banche è iniziato con la nascita del governo Monti e temo stia proseguendo anche con questo Esecutivo. Ma su questo tema Fratelli d'Italia non abbasserà la guardia e farà battaglia in Parlamento‘, conclude il capogruppo alla Camera di FdI.

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