Phishing: responsabile la banca o il cliente?

La legge tutela il consumatore vittima di phishing.

Tutte le volte in cui il cliente dichiari di non aver autorizzato la propria banca al pagamento fraudolento, sarà quest’ultima tenuta a rimborsarlo.

La banca deve provare la colpa del cliente se non vuole risarcirlo, dando prova che questi ha tenuto un comportamento imprudente.

Se però la banca, che ha rimborsato immediatamente il cliente, dimostra che l'operazione era stata autorizzata, allora la somma dovrà esserle, naturalmente, restituita.

Inoltre, il cliente non sarà rimborsato se ha agito con imprudenza e imperizia particolarmente gravi e, pertanto, non scusabili. Questo il caso della risposta alla falsa e-mail con la quale gli si chiede di digitare i dati della propria carta.

Il cliente bancario, quindi, deve innanzitutto prevenire, mantenendo un alto livello di attenzione e controllo.

Non si deve rispondere ad e-mail provenienti da soggetti che chiedono di digitare i propri dati, né aprire file dei quali non si conosce la provenienza.

Quando ci si accorge di qualche anomalia, inoltre, è bene mandare subito una e-mail all'emittente della carta per bloccarla o per bloccare l'operatività online del conto.

14 aprile 2014 · Paolo Rastelli

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Stai leggendo Phishing: responsabile la banca o il cliente? Autore Paolo Rastelli Articolo pubblicato il giorno 14 aprile 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria risarcimento per danni a persone e cose Inserito nella sezione tutela consumatori del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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