Servizi di internet banking - c'è phishing e phishing

Ora, la responsabilità del cliente è pacifica nel caso delle fattispecie più comuni di phishing, laddove l'aggiramento dei presidi di sicurezza e la circonvenzione del cliente ha luogo attraverso metodi ormai noti (email civetta, false comunicazioni di scadenza, invito all'aggiornamento di database e così via) che il cliente, con un minimo di diligenza, sarebbe oggettivamente in grado di evitare, anche grazie alle campagne di informazione che i media, e le stesse banche, hanno da tempo ormai attuato.

Più complesso è, invece stabilire i confini di responsabilità fra banca e cliente di servizi di internet banking quando il phishing assume connotazioni tecnologicamente più sofisticate e subdole, come nel caso esaminato in questo articolo.

In relazione ad episodi di phishing simili a quelli descritti nell'articolo appena linkato, il Collegio di coordinamento dell'Arbitro bancario Finanziario, con la decisione numero 3498/12, ha assunto una posizione molto netta. Si tratta di una fattispecie molto problematica dal momento che si realizza in un contesto dove la banca abbia messo a disposizione del cliente dispositivi tecnologicamente avanzati quali l'OTP, il cliente se ne sia avvalso e nondimeno una fraudolenta intrusione ad opera di terzi sia avvenuta o comunque sia stata denunciata.

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su servizi di internet banking - c'è phishing e phishing.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.