Conto postepay - Il phishing è un reato informatico molto usuale

Come le hanno già riferito, si tratta di phishing: il phishing è un reato che consiste nell'invio massiccio di email false e ingannevoli, apparentemente provenienti da società affidabili, come banche o imprese.

In esse si rappresentano esigenze di sicurezza e si invitano i destinatari a collegarsi urgentemente ai siti indicati in appositi link. Non appena viene visualizzato il sito, nel computer dell'utente appare una pagina web del tutto identica a quella del proprio istituto di credito.

Lì l'utente viene invitato a inserire o modificare i propri codici d'accesso del conto on line. In questo modo vengono carpite le credenziali segrete del conto e, in breve, sottratti i soldi.

E' importante essere prudenti nel fornire dati riservati ed è necessario essere sicuri dell'identità di chi li sta chiedendo.

Alcuni suggerimenti utili per cercare di non incappare in questa truffa sono, ad esempio:

  1. Diffidare delle e-mail che chiedono l'inserimento di dati riservati (il nome utente e la password, il codice per le operazioni dispositive, i codici delle carte di pagamento, altre informazioni personali
  2. Verificare con attenzione le e-mail che si ricevono ad un indirizzo di posta elettronica diverso dalla casella attivata con la registrazione al sito on line della tua banca. E' infatti alla casella postale che hai fornito all'atto della stipula del contratto che la banca on line, se non diversamente richiesto, invia le comunicazioni alla clientela
  3. Nel caso in cui un'e-mail contenga richieste “sospette”, non rispondere all'e-mail stessa ma informare immediatamente l'istituto, via telefono o via e-mail
  4. Non cliccare sui link presenti nelle e-mail “sospette”, ma accedere al sito digitando l'indirizzo completo della banca on line che è stato fornito quando hai stipulato il contratto
  5. Fare attenzione agli elementi sospetti nelle e-mail ricevute. In questo modo è possibile individuare la maggior parte delle e-mail fraudolente

Per quanto riguarda il tipo di reato subito, una sentenza recente ha chiarito alcuni aspetti della normativa applicabile ad ipotesi simili.

Infatti, il Tribunale di Monza, riqualificando il capo d'imputazione per come inquadrato dalla Procura, ha specificato che, in questi casi, non si tratta di violazione della legge antiriciclaggio (Articolo 55 comma 9, decreto legislativo 231/2007), bensì della meno grave condotta di frode informatica (Articolo 640 codice penale).

La differenza sta nel fatto che, nel caso di frode informatica, il reo non entra mai fisicamente in possesso della carta di credito altrui, ma ne carpisce solo i codici di accesso con l'email ingannatrice: il che corrisponde al tipico schema del phishing.

La tesi del Tribunale lombardo era già stata sposata dalla Cassazione (Cass. sent. numero 17748 del 15.04.2011).

Comunque, il nostro consiglio in questo caso è contattare il creditore, la banca, la compagnia telefonica e l'azienda di servizi pubblici e congelate immediatamente i relativi conti.

Se, come nel suo caso, questo non è più possibile, perchè il furto è già avvenuto, bisogna denunciare immediatamente l'accaduto alla polizia, dimostrando l'accaduto.

Se pensate che il vostro caso può condurre ad un processo civile, è importante prendere nota di tutte le comunicazioni e tenerne una copia.

E' convenevole poi, rivolgersi alle associazioni difesa consumatori per ottenere consigli e consulenza su come agire per risolvere il problema, per verificare la propria situazione ed eventualmente per riconfermare la propria affidabilità creditizia.

Le associazioni dei consumatori potranno fornire informazioni, suggerimenti e offrire tutela legale.

21 gennaio 2013 · Andrea Ricciardi

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