Phishing e criminalità informatica » aspetti giuridici

Purtroppo, l'incessante sviluppo tecnologico legato all'informatica e alla rete internet ha generato il proliferarsi di nuove condotte penalmente rilevanti, che sono state oggetto di studio e di dibattito nella comunità scientifica penalistica.

Da un lato gli strumenti informatici hanno consentito di porre in essere con modalità nuove e diverse fatti già costituenti reato.

Dall'altro essi hanno generato veri e propri fenomeni criminali che hanno indotto il legislatore ad introdurre nuove e specifiche fattispecie penali incriminatrici.

Non v’è dubbio che il progresso tecnologico abbia costituito una vera e propria rivoluzione nello sviluppo e nella circolazione delle informazioni e del sapere.

Da qui la convinzione che soltanto un approccio completo quale quello di una scienza penalistica integrata (con profili criminologici, processualistici, tecnico-informatici) può fornire gli strumenti necessari per affrontare l'esteso campo della cyber-criminalità.

Detto questo, occorre fornire una definizione di crimine informatico.

Da un punto di vista criminologico, il crimine informatico (cyber crime, computer crime) è stato definito come: ogni atto illecito per la cui realizzazione, scoperta o repressione siano necessarie conoscenze di tecnologia informatica ovvero come i comportamenti antigiuridici, o comunque socialmente dannosi, che vengono posti in essere utilizzando un computer.

Entrambi gli approcci, però, agli occhi del penalista, non risultano soddisfacenti.

Nella prima definizione, infatti, si fa esclusivo riferimento all'informatica come strumento di repressione del crimine e non come mezzo di commissione dello stesso.

Nella seconda, invece, il riferimento al danno sociale è troppo generico e probabilmente fuorviante.

Secondo una definizione più adeguata alla scienza penalistica, invece, sono computer crimes ogni tipo di violazione penale commessa per mezzo o con l'ausilio di un sistema o programma informatico e/o avente ad oggetto lo stesso sistema o programma informatico, laddove per sistema informatico o telematico è da intendersi qualsiasi apparecchiatura o rete di apparecchiature interconnesse o collegate, una o più delle quali, attraverso l'esecuzione di un programma per elaboratore, compiono l'elaborazione automatica di dati e per programma informatico una sequenza di istruzioni ordinate mediante algoritmi, impartita al computer attraverso il quale il programma stesso opera.

Symantec una delle principali aziende che opera nel settore della sicurezza informatica, ha concisamente definito il crimine informatico come un crimine commesso utilizzando un computer, una rete o un dispositivo hardware.

Dal che si desume che il computer o il dispositivo può essere l'agente, il mezzo o l'obiettivo del crimine.

Il crimine coinvolge, dunque, la struttura della tecnologia di informazione, compreso l'accesso illegale, l'intercettazione, le interferenze di dati, i sistemi di interferenza la contraffazione e frodi elettroniche.

Fornire una definizione esaustiva di crimine informatico è particolarmente importante in considerazione della costante crescita degli stessi anche in Italia.

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Stai leggendo Phishing e criminalità informatica » aspetti giuridici Autore Giovanni Napoletano Articolo pubblicato il giorno 15 ottobre 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria tutela consumatori - phishing e truffe Inserito nella sezione tutela consumatori del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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