“Il peso dell'aria”, un film sul fenomeno dell'usura [Commento 1]

  • Emanuele Bigi 2 luglio 2008 at 14:33

    Dopo la vita di Luciano Liboni raccontata nel film Il lupo, Stefano Calvagna denuncia la piaga dell'usura con Il peso dell'aria, nelle sale il 3 luglio. Carlo (Giampiero Lisarelli) e Laura (Brunella De Nardo) sono marito e moglie, la vita non procede nel migliore dei modi, la precarietà causa preoccupazioni e insicurezza.

    Un giorno Carlo incontra un vecchio amico, Stefano (Calvagna), i cui affari sembrano andare per il verso giusto, con l'occasione Carlo trova il coraggio di chiedere un prestito che investirà, insieme a degli amici, su una proprietà da trasformare in agriturismo. Per Stefano non ci sono problemi, il prestito viene depositato in banca. La realtà sorride a Carlo e Laura, ignara di tutto, ma sarà solo apparente.

    Malati di usura - In breve i due giovani si ritrovano nell'inferno dell'usura con tassi d'interesse del 60% a settimana. La fuga potrebbe essere la via d'uscita? E la vendetta? "Ho preso spunto da una storia vera - spiega il regista - ero in un centro benessere quando una coppia ha iniziato a fissarmi insistentemente, ero stato scambiato per il loro usuraio. Gli assomigliavo parecchio. Poi mi hanno raccontato la vicenda e da lì è nato il film. Volevo denunciare una piaga sociale che non trova freno".

    Nel cast Corinne Clery - Il tema ha catturato anche Corinne Clery, nel ruolo della madre di Laura. "Una tragedia di questo tipo non colpisce solo i diretti interessati - racconta - coinvolge anche i genitori, i figli, gli amici. Tutti rischiano la vita. Sono una ribelle, rifiuto il ricatto e la violenza psicologica, e poi sono fissata con la giustizia, per questo ho accettato di partecipare al film". Una giustizia troppo lenta e poco incisiva.

    Giustizia sia fatta - "L'usurario di cui si parla ne Il peso dell'aria vive sereno in Venezuela, è stato visto in un bar", aggiunge il regista, inoltre "se i reati di questo tipo dovessero entrare nella sospensione dei processi - afferma Claudio Angelici, nella parte del padre di Laura - non credo sia una soluzione per la sicurezza dei cittadini. In una vicenda del genere in cui vivi uno stato d'angoscia e di terrore, una volta trovato il coraggio di denunciare gli strozzini non puoi vederti bloccare il processo. Non si tratta di un discorso politico ma di giustizia".

    Le minacce - È stato un film difficile da girare, "il set era blindato - afferma Calvagna - ho ricevuto delle minacce alla scorsa Biennale di Venezia, il negozio di mio padre è saltato in aria e ho trovato dei proiettili nella cassetta delle lettere". Una dura realtà che non ha fermato il regista, è già pronto Il peso dell'aria 2 che uscirà in autunno "sarà molto più romanzato". E poi Calvagna si dedicherà alle bestie di satana e alla strage del Circeo.

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