Penale per disattivazione telefonia fissa mascherata con altro nome [Commento 1]

  • marte 14 luglio 2013 at 16:44

    Buon giorno, vorrei porre la mia domanda in quanto il mio caso è simile ma non uguale a quello sopra descritto da Andrea Ricciardi.
    Circa 1 mese fa ho disdetto la linea fissa Telecom, la disdetta inizialmente mi era stata rifiutata in quanto l'intestatario di tale contratto è deceduto, dunque dopo aver re-inviato i documenti richiesti (certificato di morte dell'intestatario, fotocopia documento erede) l'operatore mi disse che l'ultimo mese essendo stato pagato in anticipo mi sarebbe stato rimborsato.
    Ora, la sorpresa che è arrivata un'ulteriore bolletta da pagare, con le spese di disattivazione pari a circa 30 euro che sottratti quelli del presunto rimborso, rimangono comunque da pagare circa 9 euro.
    Non è per il valore dei 9 euro è perchè tutto questo non mi sembra giusto.
    Se non pago i 9 euro cosa succede visto che il contratto era intestato ad un defunto?
    Il rimborso dell'abbonamento pari a un mese di servizio non usufruito è perso/regalato?
    Le spese di disattivazione non erano state abolite con la liberizzazione del 2007?

    • Andrea Ricciardi 15 luglio 2013 at 12:36

      La penale per la disattivazione delle linee fisse, pur essendo stata abolita con la liberalizzazione del 2007 per favorire la concorrenza nel settore della telefonia, viene ancora fatturata per ostacolare il recesso dei consumatori. C’è chi la chiama “Contributo di disattivazione”, chi invece “Costo disattivazione linea”, chi ancora “Costo per attività di migrazione” e chi in ultimo “Importo per dismissione”. L'aggravio sulla bolletta può variare da 30 a oltre 100 euro.

      Ovviamente, non è un procedimento legale, e lei non deve pagare alcuna spesa di disattivazione. Sarebbe opportuno presentare un ricorso. Il modulo per il ricorso, redatto da Altroconsumo, è disponibile qui

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