Patrocinio gratuito - sospeso il legale che richiede denaro - sentenza cassazione

Deve essere sospeso dall'esercizio della professione dell'avvocatura il legale che chiede al proprio cliente un compenso economico dopo che l'assistito è ammesso al patrocinio gratuito a spese dello Stato.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione la quale, con la sentenza numero 9529713, ha sancito che: Costituisce illecito disciplinare per l'avvocato, che dunque deve essere sanzionato, la condotta costituita dalla richiesta di un compenso all'assistito ammesso al patrocinio a spese dello Stato, laddove la relativa attività risulta comunque propedeutica al giudizio per il quale il cliente ha ottenuto l'ammissione al beneficio.

A parere dei giudici, quindi, resta escluso che il legale possa chiedere al cliente che ha ottenuto il beneficio una somma di denaro per compensare l'attività svolta: congruo lo stop di due mesi e quindici giorni inflitto dall'Ordine all'avvocato per la lesione al prestigio della professione forense.

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