Patrocinio gratuito - per cassazione è legittimo ridurre a metà gli onorari di un avvocato in caso di gratuito patrocinio in materia civile - il fatto

Un avvocato aveva prestato il proprio patrocinio a favore di una persona, ammessa al patrocinio a spese dello Stato, in un giudizio promosso avanti al Tribunale civile (giudizio teso ad ottenere lo status di rifugiato).

L'avvocato, non soddisfatto della liquidazione dei suoi compensi, aveva impugnato il decreto del Tribunale, ottenendo una vittoria parziale.

Infatti, il Tribunale aveva liquidato una somma complessivamente più congrua, riducendo però l'importo dei diritti e degli onorari alla metà, come del resto stabilito dell'articolo 130, dpr numero 115/2002.

Così, il legale, proponeva ricorso per cassazione.

Qui, il ricorrente si lamentava del fatto che la riduzione alla metà stabilita dall'articolo 130 del menzionato dpr numero 115/2002 sarebbe stata implicitamente abrogata dal d.l. numero 223/2006 (cosiddetto decreto Bersani, con il quale erano stati aboliti i minimi tariffari). I

Inoltre, il legale dubitava della legittimità costituzionale della norma che prevede il dimezzamento dei compensi per le prestazioni professionali forensi rese a persona ammessa al beneficio del patrocinio a spese dello Stato, in materia civile, in riferimento al diverso trattamento riservato alle prestazioni forensi in materia penale.

Tutti e due i motivi del ricorso sono stati bocciati dagli Ermellini.

Infatti, secondo la Suprema Corte, l'indicazione della tariffa professionale quale base di calcolo per la liquidazione giudiziale dei compensi spettanti al difensore di chi sia stato ammesso al patrocinio a spese dello Stato (riferimento contenuto nell'articolo 130 citato) non impedisce che tale indicazione sia integrata da altre equiordinate disposizioni normative che, senza contraddirlo, modulino, in funzione di specifiche esigenze, il predetto criterio generale.

Inoltre, l'incostituzionalità della norma, secondo Piazza Cavour, è manifestamente infondata, come del resto aveva già avuto occasione di precisare la stessa Corte costituzionale.

In più, sotto altro profilo (ma sempre in ambito costituzionale), la previsione dell'abbattimento nella misura della metà della somma risultante in base alle tariffe professionali non impone al professionista un sacrificio tale da risolvere il ragionevole legame tra l'onorario a lui spettante ed il relativo valore di mercato.

Per questi motivi, la Corte di Cassazione ha bocciato il ricorso.

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Stai leggendo Patrocinio gratuito - per cassazione è legittimo ridurre a metà gli onorari di un avvocato in caso di gratuito patrocinio in materia civile - il fatto Autore Ludmilla Karadzic Articolo pubblicato il giorno 1 ottobre 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 14 gennaio 2017 Classificato nella categoria consigli e tutela del debitore - domande e risposte del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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