Il focus sulla situazione dopo il primo decennio della patente a punti » Cosa è cambiato

La patente a punti compie dieci anni: era il 1 luglio 2003 quando scattò la più grande rivoluzione nel sistema italiano delle licenze. È servita? I numeri dicono di sì, l'Asaps, associazione degli amici della Polizia Stradale, pure. Pur con qualche riserva. Fino allo scorso 31 dicembre i punti persi dai 37,6 milioni di italiani provvisti di patente sono stati più di 85 milioni, con una media di 2,275 punti sottratti per ogni patente.

Dai venti punti iniziali attribuiti a tutti venivano sottratti punteggi variabili in base alla gravità delle infrazioni commesse (ai più virtuosi invece veniva concesso un bonus biennale di 2 punti fino al max di 30 punti).

Un provvedimento che gettò nel panico i guidatori più indisciplinati che rischiavano, anche in un sol colpo, di vedersi azzerati tutti i punti della patente con l'obbligo quindi di dover sostenere l'esame per il rilascio del “permis de conduire”.

Ma si sa che la difficoltà aguzza l'“ingegno” degli italiani e vennero così escogitati i migliori stratagemmi per evitare la decurtazioni dei punti tant’è che attempati patentati ultraottantenni divennero improvvisamente protagonisti di improbabili violazioni dei limiti di velocità al volante di velocissime supercar.

Per il decimo compleanno della patente a punti, c'è un «regalo» per i più disciplinati, quelli che non hanno mai subito decurtazioni.

Per i più disciplinati il monte punti sale a 30, il massimo raggiungibile. Per conoscere il saldo basta chiamare il numero 848 782 782 del Ministero dei Trasporti.

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