La revoca del pagamento di un assegno - Prima e dopo la scadenza dei termini di presentazione

In altre parole, se la banca (o l'ufficio postale) rifiuta il pagamento dell'assegno al beneficiario, pur in presenza di liquidità sul conto corrente e sulla base di un preciso ordine di non pagare l'assegno impartito dal traente anche prima che siano decorsi i termini di presentazione del titolo, l'eventuale protesto dell'assegno non può essere eccepito dal traente; mentre il beneficiario può eccepire la responsabilità del trattario, oltre che agire con azione esecutiva nei confronti del traente. Così operando, infatti, il trattario elude la funzione di garanzia dell'affidamento del beneficiario, ma non quella riguardante il traente, avendo provveduto ad eseguire esattamente un ordine dal medesimo disposto.

Se, invece, dopo la scadenza dei termini di presentazione dell'assegno ed in conseguenza di un preciso ordine di revoca del pagamento impartito dal traente, la banca (o l'ufficio postale) paga comunque l'assegno presentato all'incasso, il traente può eccepire la responsabilità del trattario per non avergli consentito la piena libertà di disporre della provvista giacente sul conto corrente.

Quello appena riportato è l'orientamento espresso dai giudici della Corte di cassazione che si evince dalla lettura della sentenza 23077/13.

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