La sentenza di accoglimento dell'opposizione a decreto ingiuntivo proposta dal consumatore debitore

Nella fattispecie esaminata dal Tribunale di Genova, il contratto prevedeva espressamente:

  1. l'applicazione di interessi di mora nella misura del 2,5% per ogni mese o frazione di mese e quindi pari al 30% annuale, senza alcuna preventiva messa in mora, nonché diversi costi in relazione alle modalità di pagamento previste nel contratto (posta, RID, etc.);
  2. la decadenza del beneficio del termine e diverse penali per la risoluzione del contratto per inadempimento.

I giudici genovesi, nella sentenza di accoglimento dell'opposizione a decreto ingiuntivo proposto dal consumatore debitore hanno stabilito che Nel caso in esame deve essere valutata se sussista la denunciata eccessiva onerosità della misura degli interessi moratori di cui alla clausola numero 15 fissati al tasso 30% annuo. A tal fine è necessaria una comparazione con il tasso di interesse Euribor ("cioè Euro In.") pari nel mese di giugno 2004 a 1,98% e della Banca centrale europea (BCE) pari al 2,00% mensile". Deve essere altresì rilevato che il tasso degli interessi moratori indicati in contratto è superiore di 20 punti rispetto a quello d'interesse pattuito ed indicato alla pagina 1 del contratto.

Il contratto controverso è sicuramente un contratto di adesione, stipulato senza reali possibilità di trattativa e comprendente condizioni generali imposte; inoltre il tasso degli interessi moratori del 30% è stabilito in una clausola dattiloscritta, completamente illeggibile in ragione della misura dei caratteri (vedasi le copie in atti).

Alla luce di tutti questi elementi - misura degli interessi (rispetto alla media dei tassi sopra indicati) ed illeggibilità della clausola - la clausola in esame deve essere dichiarata vessatoria e quindi nulla in quanto clausola abusiva, in conformità alla giurisprudenza costante della Corte di Giustizia in materia (C.G.C.E. sent. causa C - 618/10,14 giugno 2012), non avendo la parte ingiungente - tenuta alla prova della non vessatorietà - fornito alcun diverso elemento.

Per gli stessi motivi deve essere dichiarata la vessatorietà delle spese accessorie di cui all'articolo 15 in quanto si tratta di clausola illeggibile e con costi eccessivi per il cliente, che concorrono in modo non trasparente alla determinazione di un tasso di interesse effettivo superiore a quello dichiarato nella prima pagina del modulo.

Parimenti deve essere ritenuta la vessatoria della clausola numero 16, ad eccezione della previsione del beneficio del termine, essendo previste penali ed interessi moratori in aggiunta a quelli di cui alla clausola numero 15, già ritenuta nulla in quanto vessatoria.

Il Tribunale di Genova ha così accolto le eccezioni del consumatore debitore in sede di opposizione a decreto ingiuntivo e disposto la revoca del decreto ingiuntivo inizialmente accordato al professionista creditore.

7 maggio 2013 · Giovanni Napoletano

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