Opposizione a decreto ingiuntivo - La valutazione delle vessatorietà delle clausole contrattuali

Per valutare la vessatorietà delle clausole nel contratto stipulato fra consumatore debitore e professionista creditore, va ricordato innanzitutto che il sistema di tutela del consumatore debitore è stato istituito dalla direttiva europea 93/13 ed è fondato sull'idea che il consumatore debitore si trovi in una situazione di inferiorità rispetto al professionista creditore per quanto riguarda sia il potere nelle trattative che il grado di informazione. Situazione che induce il consumatore debitore ad aderire alle condizioni predisposte preventivamente dal professionista creditore, senza poter incidere sul contenuto delle stesse.

In considerazione di tale situazione di inferiorità, l'articolo 6, paragrafo 1, della europea 93/13 prevede che le clausole abusive non vincolino i consumatori debitori. Come emerge dalla giurisprudenza della Corte Europea, si tratta di una disposizione imperativa tesa a sostituire all'equilibrio formale, che il contratto determina fra i diritti e gli obblighi delle parti contraenti, un equilibrio reale, finalizzato a ristabilire l'uguaglianza tra queste ultime (sentenze M., cit., punto 36; A., cit., punto 30; del 9 novembre 2010, Vb., C - 137/08, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 47, e del 15 marzo 2012, P. e P., C - 453/10, punto 28).

Per garantire la tutela voluta dalla direttiva 93/13, la Corte Europea ha altresì più volte sottolineato che la disuguaglianza che esiste tra il consumatore debitore ed il professionista creditore può essere riequilibrata solo grazie a un intervento positivo da parte di soggetti estranei al rapporto contrattuale (v. citate sentenze O. e S., punto 27; M.C., punto 26; As., punto 31, nonché V., punto 48).

Sulla base di tali principi la Corte Europea ha pertanto statuito che il giudice nazionale è tenuto ad esaminare d'ufficio la natura abusiva di una clausola contrattuale che ricade nell'ambito di applicazione della direttiva 93/13 e, in tal modo, a porre un argine allo squilibrio che esiste tra il consumatore debitore e il professionista creditore (v., in tal senso, sentenze M., cit., punto 38; del 4 giugno 2009, P., C - 243/08, A., cit., punto 32, nonché V., cit., punto 49).

Di conseguenza, il ruolo così attribuito al giudice nazionale dal diritto dell'Unione nell'ambito di cui trattasi, non si limita alla semplice facoltà di pronunciarsi sull'eventuale natura abusiva di una clausola contrattuale, bensì comporta parimenti l'obbligo di esaminare d'ufficio tale questionerà partire dal momento in cui dispone degli elementi di diritto e di fatto necessari a tal fine.

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